Andrey Golub :: Weblog :: Innovazione nell'IT- Intervista a Nicola Ciniero, Amministratore Delegato di IBM Italia.

February 11, 2010

 


Innovazione nell'IT- Intervista a Nicola Ciniero, Amministratore Delegato di IBM Italia.

Intervista a Nicola Ciniero, Amministratore Delegato di IBM Italia

Sei miliardi di dollari l’anno investiti in ricerca e il più alto numero di brevetti depositati negli Usa da sedici anni a questa parte. Bastano questi due dati a mettere in luce il ruolo propulsore per l’innovazione di IBM nell’IT. Oggi l’impegno è sintetizzato in due parole, Smarter Planet, ovvero un pianeta più intelligente e a misura d’uomo grazie a un uso avanzato delle tecnologie già disponibili, con un occhio di riguardo verso quelle Mobile & Wireless. Ne parliamo con Nicola Ciniero, nominato Amministratore Delegato lo scorso maggio, con alle spalle una lunga e diversificata carriera dell’IT.


Il gap tecnologico delle aziende italiane rispetto a quelle degli altri Paesi avanzati è noto, tuttavia si possono individuare diversi casi di eccellenza. Qual è la vostra vision?

Tradizionalmente, il nostro Paese ha la tendenza a oscillare tra l’evocazione di un inesorabile declino e l’insieme di giudizi che sottovalutano difficoltà e ritardi. Per avere un’idea più equilibrata, valutando meglio segnali e tendenze in corso, ci sovviene una recente analisi condotta da IBM nei confronti di 2500 Chief Information Officer. Oggi i CIO affrontano tre obiettivi: realizzare innovazione, incrementare il ritorno sugli investimenti tecnologici e aumentare l’impatto dell’IT sul business. Bene, i 166 intervistati in Italia, in maggioranza rappresentanti di medie imprese, sembrano non sottrarsi a tale sfida. Dichiarano anzi di dedicare il 60% del loro tempo ad attività che creano innovazione e crescita, contro un 40% impegnato in attività informatiche tradizionali. Un dato che appare addirittura superiore al 55% emerso dall’intero campione globale. Tra le priorità indicate ci sono la ‘business intelligence’, la virtualizzazione e le soluzioni di mobilità, di collaborazione e di social networking per dipendenti, clienti e partner. È pur vero che i budget IT delle aziende italiane risultano inferiori alla media globale - il che rende più difficile bilanciare le risorse tra nuovi progetti e gestione dell’esistente - ma la fotografia ci rende moderatamente ottimisti nella possibilità di indurre reali cambiamenti nel modo di lavorare delle imprese.


La Mobility sta profondamente modificando il modo di relazionarsi delle persone e i processi di business delle organizzazioni. Qual è l’esperienza e l’impegno di IBM in questo ambito?

Non più tardi di un anno fa, IBM presentò alla comunità mondiale lo Smarter Planet, visione strategica di ampio respiro che origina da una precisa consapevolezza: l’avere oggi a disposizione un ammontare di tecnologia, diffusa e a buon mercato, poco funzionale alla riduzione degli sprechi e all’abbattimento delle inefficienze di cui siamo tutti testimoni. Di qui la nostra convinzione: questa tecnologia può essere interconnessa in modo più intelligente per “trasformare” i sistemi, i processi, il modo di produrre, di scambiare beni e servizi, semplicemente di utilizzare le cose con il fine di ottenere risultati migliori nella vita di tutti i giorni. Prendiamo, per fare un esempio, il tema della mobilità nelle grandi città. La sensibilità verso il problema del traffico è presente nell’agenda delle amministrazioni pubbliche locali, come dimostra il caso di Stoccolma, vero e proprio esempio “virtuoso” per i risultati ottenuti e per gli scenari che prefigura. Anche in Italia, fortunatamente, sforzi analoghi cominciano a prendere forma. Parma, Reggio Emilia, Salerno, Venezia, Bolzano: ecco, per citare esempi concreti, le comunità che nel 2009 hanno rivisto la gestione dei servizi pubblici secondo un nuovo modo di intendere la città che IBM definisce ‘Smarter Town’. Questo è solo un aspetto dell’impegno di IBM sui temi Mobile & Wireless: altri esempi sono il progetto Tag My Lagoon realizzato a Venezia (un’applicazione per smartphone che sfrutta i QR Code per localizzare il visitatore permettendo il download di contenuti sulla città) e l’applicazione Sesamonet (per guidare i non vedenti, mediante segnali sonori, che sfrutta tecnologie Wi-Fi, Bluetooth e RFId).


Quali filoni di innovazione sembrano a oggi avere maggiore impatto per l’evoluzione futura dell’ICT?

A Roma, dal 1979, c’è una delle nostre punte di eccellenza: mi riferisco al Software Lab che, con oltre 500 ricercatori, coordina la ricerca di 9 laboratori oggi impegnati anche sul ‘cloud computing’, la nuova frontiera che rivoluzionerà l’IT fornendo alle aziende potenza di calcolo e applicazioni in modalità ‘self-service’. Ma i filoni dell’innovazione per IBM sono molteplici ed è davvero impossibile qui ricordarli tutti. In ambito software e servizi, con riferimento alle Smarter Town e al problema del crescente fenomeno dell’urbanizzazione, siamo per esempio al lavoro su trend futuribili come la standardizzazione dei metodi di condivisione delle informazioni sanitarie, la raccolta e l’uso dei dati in tempo reale che impattano la sicurezza fisica, l’intelligenza degli edifici - in grado di gestire in autonomia le risorse fisiche per il loro efficace funzionamento - e delle reti di distribuzione dell’acqua, le nuove fonti per la mobilità come le batterie per i veicoli elettrici. E questi non sono che esempi di un più ampio impegno che meriterebbe pagine di trattazione. Ci sono poi le ricerche dedicate ai grandi temi del sociale e della medicina: nel primo caso attraverso iniziative come la soluzione ‘SMS for Life’ la quale, combinando telefonia e internet, traccia e gestisce la fornitura di farmaci utilizzati per la lotta alla malaria in aree remote della Tanzania. Nel secondo, con progetti come il ‘Lab on a chip’, un test diagnostico analizza minuscoli campioni di siero o di sangue osservando la presenza dei marker delle più diffuse patologie. In Italia, gli scienziati dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna stanno lavorando con i ricercatori del centro IBM di Haifa per la creazione di un sistema denominato BioMIMS che, integrando diversi tipi di informazioni - immagini, dati fenotipici e genomici – consentirà un’analisi avanzata per stabilire correlazioni tra pazienti affetti da malattie rare dell’apparato scheletrico. Parte dell’impegno sull’innovazione dei processi e dei prodotti, globalmente inteso, viene svolta nel nostro Paese. Abbiamo citato il Software Lab di Roma ma a questo si uniscono altri quattro Innovation Center - a Napoli, Bari, Cagliari e Catania - da cui ‘emergono’ soluzioni avanzate nei settori dei trasporti, del turismo, della cultura, del grid computing, della biodiversità molecolare applicata all’agri-food e della digitalizzazione della PA.

Per leggere l’intervista completa clicca qui.

Keywords: Amministratore Delegato, IBM Italia, Nicola Ciniero, wireless4innovation, IBM

Posted by andrey.golub at 09:48 | |

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