L’impianto di dispositivi nel corpo umano ormai è una realtà. Gli impianti possono essere passivi (come giunti, valvole artificiali o impianti vascolari) o attivi, essere reversibili o meno.
Sugli impianti attivi è stata emanata una direttiva Europea, la 90/385/EEC. Impianti attivi sono ad esempio i pacemaker, le protesi cocleari, gli stimolatori cerebrali per pazienti affetti da morbo di Parkinson, depressioni o sindromi ossessive, dispositivi neurostimolatori per persone che soffrono di dolori cronici, incontinenza o epilessia; o ancora, microdosatori di farmaci o di insulina per diabetici.
Altre applicazioni che saranno introdotte in futuro includono gli impianti di sensori per la visione artificiale per non vedenti, i bioMEMS (Biological Micro Electro - Mechanical System). Questi sono sensori che possono avere le dimensioni di un globulo rosso nel sangue in grado di raccogliere i suoi parametri fisiologici, comunicare con un server esterno per scopi diagnostici o calcolare il dosaggio dei farmaci. Alcuni immaginano persino chip impiantabili nel cervello che possono far recuperare o migliorare la memoria.
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