Forse molti di voi hanno visto e ricordano Blade Runner, un film di fantascienza da viodeoteca che vede contrapporsi, in una lotta senza esclusione di colpi, il poliziotto Deckard (impersonato dall’affascinante Harrison Ford) contro i “replicanti” capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer) e dalla sua compagna Pris (Daryil Hannah). I replicanti, per chi non lo sapesse, sono degli androidi simili in tutto per tutto e pressochè indistinguibili da un uomo, e dotati addirittura di caratteristiche fisiche e di intelligenza superiori. Frutto della fantasia di uno scrittore di fantascienza, direte voi (e per la cronaca, il film è tratto dal romanzo “Il cacciatore di androidi” di Philip Dick, considerato uno dei maggiori scrittori fantascientifici e non solo degli Stati Uniti).
No, tutt’altro!
IBM e alcuni ricercatori universitari stanno lavorando a un progetto che pare a dir poco fantascientifico (per saperne di più, date anche un’occhiata al post pubblicato da Gianluca Riccio su Futuro Prossimo).
Gli scienziati IBM stanno infatti cercando di emulare le capacità del cervello umano di sentire, percepire, agire, interagire con l’ambiente, cercando di eguagliare le sue dimensioni compatte e i suoi consumi ridotti. Se paragonato ad una macchina, il cervello umano infatti è un processore multimediale super-efficiente. Il gruppo di ricercatori spera di arrivare ad emulare il cervello umano usando dispositivi nanometrici per realizzare sinapsi e neuroni artificiali.
Link: http://ondamultimediale.blogosfere.it/2008/11/ibm-i-robot-androidi-e-il-sogno-di-imitare-il-cervello-umano.html
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