Cari soci e socie,
anche questa volta sento che è opportuno premettere che non ho nulla di personale con nessuno; tutt’al più qualcuno può avere qualcosa di personale con me.
Sono persona pacata e chi mi ha conosciuto lo sa bene.
Quindi prima di esprimermi ho voluto lasciare sedimentare le mie impressioni a caldo, dopo la sera di lunedì scorso davanti il Pacino Cafè, prima del PTS.
Sono stato testimone di qualcosa di incredibile.
Il titolare del Pacino (Sig. Toni) che chiama in disparte il vicepresidente.
Il vicepresidente (non lo chiamo sempre così, davvero; lo chiamo Venanzio, ma lo faccio per sottolineare l’enormità dell’accaduto) aveva osato scrivere da qualche parte che il Pacino non distribuisce abitualmente gli scontrini fiscali a noi di MilanIn.
Il Toni, con involontario senso della comicità, afferma che lo scontrino “va richiesto” e quindi pretende le scuse scritte, minacciando in caso contrario non si sa che. Infine il Toni definisce il nostro vicepresidente non gradito nel suo locale e gli vieta l’ingresso.
Marzagalli, anche lui presente, invoca l’intervento del presidente (che si trova lì nei pressi) e questi prima dice di non avere tempo da perdere, poi dice al vicepresidente che tanto non è gradito neanche a lui e che quindi può restarsene fuori; infine, fatto notare al presidente che l’aveva detta grossa, “corregge” la sua posizione e dice a Venanzio che può entrare anche se non è gradito al Toni.
In estrema sintesi, in una disputa tra il titolare del Pacino e il vicepresidente Venanzio Camarra, se fossero stati o no forniti gli scontrini fiscali da parte dello stesso Pacino finora nei due anni passati, il titolare dichiara Venanzio sgradito nel locale e il presidente, senza peraltro smentire la tesi del vicepresidente, non trova di meglio che sposare la tesi del Pacino (contraddizione che il presidente ripropone nella sua nota).
Il Toni che viene ritenuto e riconosciuto dal presidente Pozzati come più autorevole del suo vicepresidente!
Non credevo ai miei occhi! ... specie sapendo per esperienza diretta che Venanzio era nel giusto: proprio quella sera, dopo quasi due anni di PTS, avevo ricevuto lo scontrino fiscale per la prima volta!
Io vedo chiaramente qualcosa che non va bene, una situazione terribilmente contraddittoria in questa associazione:
Un presidente che divide anziché unire, che spacca il club invece che comporre le divergenze.
Un presidente che si scaglia contro un socio (oltre che vicepresidente del CD e cofondatore del club!) invece che rappresentarlo, non importa se di vedute diverse, anzi proprio per queste.
Un presidente che non garantisce la pluralità e la trasparenza nell’associazione (badare bene: a s s o c i a z i o n e , non società privata).
Un presidente che non ha pudore di presentarsi alle votazioni tutto solo, senza antagonisti.
Un presidente che, a corto di argomenti con un socio, non trova di meglio che lanciargli accuse farneticanti e indimostrabili, riuscendo a disgustare anche i suoi stessi sostenitori.
Lo stesso presidente che (con l’insostituibile sostegno, sacrificio, ausilio, cooperazione di numerose altre persone e, non dimentichiamolo, con il sostegno di tutti i soci) aveva condotto il club ad un successo indubitabile, poi viene preso da una sindrome, che non voglio definire, e perde i riferimenti, perde l’orizzonte … assume comportamenti come quelli che ho tracciato prima, oltre che intrattenere amabilmente i soci durante i PTS.
Due consiglieri e cofondatori, che si dimettono dal CD e contemporaneamente rinunciano alla candidatura, il vicepresidente e cofondatore, umiliato e sbeffeggiato in pubblico, che anche lui rinuncia alla candidatura.
Adesso anche io ho rinunciato formalmente alle candidature.
Un buon risultato! anzi, un successo strepitoso! Già prima era contestato il suo essere candidato unico presidente. Ora che questi “petulanti” si tolgono di mezzo da soli non c’è più neppure l’ombra di un ostacolo alla vittoria delle elezioni.
Se io fossi lui, mi vergognerei, avrei già dato le dimissioni da tutte le cariche e mi sarei “ritirato a vita privata”…. Ma lui non è me né io sono lui.
Chi riesce a riconoscere il proprio presidente in questa figura deve necessariamente votarlo!
Ma occorre che sappia che, a differenza di quanto avevo scritto in un post precedente, non è esatto desiderare di “rendere nulle” queste elezioni.
Queste elezioni sono nulle già da sole.
Ringrazio tutti per l'attenzione
Antonio Scarpulla