Anche se l’esistenza, cosa che non credo, fosse composta di ripetizioni, scarabocchi illeggibili, cancellature, sbavature, atti stupidi e cattivi, troverebbe comunque la sua redenzione nel quotidiano ritorno all’essere di un nuovo giorno. (P. Sansot, Sul buon uso della lentezza. Il ritmo giusto della vita)
Keywords: esistenza, redenzione
Posted by federica.peruzzo at 16:32 | |
Comments
Ho letto questo libro perché me lo ha segnalato Henri Olama, conosciuto tramite Milan-IN. Lo saluto e lo ringrazio anche qui per le nostre conversazioni.
Rileggo nuovamente questo passo di Sansot e continuo a trovarlo un filo eccessivo. Cionostante vi scorgo una verità. Spesso lo scorrere del tempo è visto come un processo logorante, che porta persone e cose verso la consunzione. E' senz'altro un aspetto della questione, come lo è anche anche il fatto che nel tempo si costruisce il nuovo. La ciclicità di certi eventi ha comunque un effetto rasserenante, perché il giorno tornerà e torneranno le stagioni, ogni volta simili a se stesse e ogni volta diverse.