Ritorno, in un momento di pausa, sul passo che ho inserito nel post precedente.
In genere, quando scelgo un brano da inserire in questo weblog, mi lascio sempre guidare dalle sensazioni del momento: le parole che vi trovano posto mi hanno colpita quando le ho raccolte e sono tornate urgenti ADESSO, IN QUESTO MOMENTO.
Il futuro è una cosa tremendamente seria: quello di ogni singola persona, quello di un paese, quello del mondo intero. E non dovrebbe essere qualcosa di cui preoccuparsi. Guardando davanti a me vorrei vedere uno spazio infinito popolato da infinite possibilità, il colore allegro delle opportunità e non il grigiore dell'incertezza.
Per questo motivo guardare al futuro in modo solo volontaristico mi pare rischioso. Intendiamoci, continuo a pensare che si arriva dove si desidera o dove ci si accontenta di arrivare. Credo tuttavia che sia necessaria una misura. Se tutto dipende da me, ne risulteranno compiacimenti e/o frustrazioni esasperate.
Recuperare un atteggiamento di attesa può restituirci questa misura. Parlo di un'attesa che non ha nulla da spartire con la rassegnazione, ma che regala un'apertura in grado di andare oltre le nostre forze. Se divento capace di questa attesa smetto di vivere nel limbo, nella preparazione, nella provvisorietà. La destinazione desiderata conserva la sua importanza, il suo ruolo di motore del movimento, ma un nuovo attore entra a far parte della mia esistenza: la fiducia, nelle mie possibilità, negli altri, negli eventi, in ciò che ancora non conosco.
Keywords: attesa, fiducia, preoccupazione, volontà, futuro