Marketing Profetico raccontato da Luca Zambrelli

November 02, 2010

 


Nasce il primo Business Social Network aspirante ClubIN in Svizzera e ti aspetta il 4 novembre TicinoIN.

Nasce il primo Business Social Network – TicinoIN www.ticinoin.ch

Giovedì 4 novembre alle ore 18.30 festeggiamo la sua nascita.

IDEE PASSIONE VALORI  CREATIVITÀ OPEROSITÀ ALLEANZE AMBIZIONE BUSINESS SFIDE CRESCITA RIFLESSIONI, sono alcuni dei valori che hanno ispirato Emilio Pellegrino, Donatella Petrassi, Luca Guido Zambrelli e Andrey Golub nel fondare il primo Business Social Network svizzero, TicinoIN. Un aspirante club della Federazione ClubIN, la più importante community italiana di business social networking.

Giovedì 4 novembre alle ore 18.30 presso l’ Hotel EDEN in Lugano, Riva Paradiso 1 6900, ci saremo tutti per presentarvi la storia, gli obiettivi e la passione che si nascondono dietro alla nascita di TicinoIN. Porta con te il tuo biglietto da visita, sarà la prima di una lunga serie di occasioni per conoscere persone e creare relazioni di business.

Ricordiamo a tutti che la serata non avrà alcun costo.

Ti aspettiamo!

Informazioni importanti sulla privacy: durante l’incontro saranno scattate delle fotografie e potrà essere chiesto agli intervenuti di presentarsi. Sul sito potranno essere pubblicati articoli, di visibilità sia ristretta ai soci, sia pubblica, sulla serata, potranno essere pubblicate le fotografie ed i nomi dei partecipanti. Chi non desiderasse comparire con nome e fotografia sugli articoli pubblicati è pregato di farlo presente al Marketing Manager del Club (Donatella Petrassi) prima del termine della serata. Grazie.

Per informazioni ulteriori scrivi a info@ticinoin.ch

Keywords: clubin, golub, milanin, petrassi, svizzera, ticinoin, business social networking

Posted by luca.zambrelli at 08:46 | 1 comment(s) | Send to a Friend

August 24, 2010

 


Volevo incontrare in Silicon Valley un italiano di successo? Fabrizio Capobianco di Funambol.

Funambol

Prima di raccontarvi della nostra chiacchierata vi riepilogo brevemente “what’s Funambol?” – Answer: “Leading mobile open source project and provider of open source mobile cloud sync and push email solutions for billions of phones.”. Funambol è il più grande progetto open source al mondo nel mercato wireless, sviluppa software per cellulari. Ad oggi è stato scaricato via Internet da più di tre milioni di persone. Funambol porta la posta elettronica sui cellulari, insieme con la sincronizzazione della rubrica, dell’agenda e da oggi anche le proprie foto. Funambol è anche un’azienda con sede legale nella Silicon Valley, e con sede operativa in Italia, ha capitali americani e cervelli italiani, in quanto il centro di sviluppo e ricerca è in Italia, a Pavia. È un’azienda di oltre 80 persone, con clienti in tutto il mondo, soprattutto operatori mobile e portali, come America Online. Funambol è l’azienda di Fabrizio Capobianco e con lui ho discusso un paio di ore di Silicon Valley, business, sogni e come a volte si realizzano.

“Caro Fabrizio, l’onore è tutto mio…” – vi metterà subito a vostro agio. Aspetto informale, sguardo deciso, dono della sintesi e atteggiamento sul business in tipico stile Silicon Valley.

Stamattina. Volo Southwest da Los Angeles a San Jose. Taxi per Redwood City in Silicon Valley. E’ un venerdì, precisamente il 13 agosto e dopo aver contattato Fabrizio dall’Italia e avergli preannunciato la mia visita, eccomi al 643 Bair Island Road di Redwood City in California all’HQ Usa di Funambol. Innanzitutto tutto io mi trovo qui in California in vacanza ma non potevo farmi mancare qualche “scappatella” lavorativa e tra le persone che avrei voluto incontrare c’e’ da tempo Fabrizio che avevo taggato nel mio Omnifocus e Linkedin. A suo tempo mi parlò di Funambol Paolo Rizzardini che ci lavorava e che ospitammo circa un anno fa ad un “Presenta te stesso” in MilanIN. Poco dopo, in azienda usammo il suo software per sincronizzare il ns groupware con i ns notebook e smartphone. E ora eccomi qui all’ingresso dei suoi uffici californiani.

La porta è aperta :) , entro. Una ragazza ed un ragazzo giocano a biliardino. A fianco del mitico calcio balilla c’e’ un attrezzo e a prima vista sembra proprio una corda per il training dei funamboli. No matters, non fa per me. Li saluto. Lei, immagino la segretaria generale, si avvicina. Mi saluta. Le ricordo il mio nome e l’appuntamento. Mi chiede il mio biglietto da visita. Amazing. Mi ringrazia e mi accompagna in sala riunioni. Aspetto Fabrizio e nel frattempo guardo fuori dalla finestra. Distese di barche a motore. Siamo in vicinanza di un porticciolo di un lago. Qualche casa ai fianchi. Un leggero vento soffia e muove le cime di colonne di alberi cresciuti intorno. “…che pace mi dico! eppure questa è la Silicon Valley.” – Due minuti e Fabrizio arriva.

“Ciao Luca, grazie per essere venuto!”.
“Caro Fabrizio, l’onore è tutto mio… – grazie per avermi confermato l’appuntamento – volevo incontrarti e non speravo di riuscire a combinare le cose.”.
“La prossima settimana sarò in vacanza con moglie e figli. Oggi è una giornata tranquilla, ho una cena stasera…”.
“Bene, ogni tanto serve rilassarsi e prendere fiato. Aiuta a raccogliere le energie e a trovare nuove idee. Anche se ho letto in giro che le migliori ti sono venute a casa con le pantofole di Paperino! :) “.
“Qui siamo in California. Questa è la Silicon Valley.”.

Da questa ultima affermazione è iniziato il ns incontro. “Ma come ci sei finito qui!?… come hai fatto?”. Si. Perchè la domanda non è retorica nè ipocrita e neppure nasconde quella maledetta invidia italiana. E’ sincera e ricca di complimenti. “Come sei riuscito a realizzare il tuo sogno, quello di creare una azienda di successo in Silicon Valley? che come unico competitor ha MobileMe di Apple? perchè io sono qui per capire la dinamica, la casualità, le capacità, le coincidenze che fanno bella questa vita di avventurieri moderni alla ricerva dell’oro.” – e Fabrizio ci è riuscito. E come può raccontarvi di persona, lui di strada ne ha fatta da Internet Graffiti a Funambol e non sempre il faro era puntato nella giusta direzione. Fabrizio ha dovuto crederci. Come dice lui stesso ha spesso le intuizioni giuste in anticipo. Poi la vita ci mette del suo e tra coincidenze, fortune e casualità spesso è lieta di offrire le sue opportunità a chi è in grado di coglierle. E così un giorno nacque Funambol.

Mentre cercavo spunti per scrivere questo post, mi sono reso conto che, online, di storie di Fabrizio e di interviste ce ne sono veramente tante e tutte raccontano le stesse cose. I numeri ed i risultati di un cammino lungo e ricco di sorprese. Invece io sono qui per capire e scrutare tra le sue parole i trucchi ed i mestieri di un imprenditore di successo che è riuscito con capitali stranieri a creare una azienda il cui capitale umano è italiano, a partire dalla ricerca e sviluppo. E tra i vari discorsi fatti ho carpito queste piccole regoline, ovviamente si fa per dire.

1. Allora… innanzitutto credere in se stessi e nelle proprie idee.
Fondamentale, vi dirà! “La prima persona che deve essere convinta delle proprie idee sei proprio tu.” – la tua determinazione, la tua volontà ed il tuo desiderio di arrivare lontano sono le basi per costruire una mentalità vincente in grado di raggiungere obiettivi importanti.

2. Avere chiari i propri obiettivi.
“Trasfomare i sogni in obiettivi!” – sembra banale ma non lo è. La creatività è l’alimento principale di una mente determinata a raggiungere i suoi obiettivi. Ma non basta! le idee bisogna realizzarle. Definiamo gli obiettivi per avere un faro puntato lontano ma non preoccupiamoci se col tempo saremo costretti a rivedere le idee iniziali. La cosa importante è avere un obiettivo da raggiungere. Convinciti di questo.

3. Avere un’idea vincente.
“Non tutte le idee che realizzeremo andranno lontano!” – in Italia un fallimento imprenditoriale equivale ad una sconfitta quasi “mortale”. In USA pensano che un imprenditore sia maturo dopo almeno due fallimenti alle spalle. Si tratta di punti di vista? NO! ma di mentalità. Fallire fa parte del processo di crescita. La cosa importante è non persevare nei propri sbagli. Se crediamo in un’idea e vogliamo realizzarla non dobbiamo avere paura di provare perchè potrebbe essere la volta “buona”.

4. Una Lifestyle Company od una Google Company.
“Tu sai cosa vuoi? vuoi realizzare una azienda globale od una impresa che poi consegnerai ai tuoi figli?” – bella domanda. Se penso al successo, ai soldi e al potere rispondo “… una azienda globale… ma come si realizza? che differenza c’e'? Google è una azienda globale immagino!”. Se vuoi realizzare un’azienda globale qui puoi, ovviamente sei hai le “carte in regola”. Se hai in mente di realizzare una azienda che sviluppi il suo business senza molte pretese, che mantenga tu ed i tuoi figli anche con un buon tenore di vita per permetterti l’auto che desideri, un paio di case e le vacanze worldwide “…beh, puoi rimanere in Italia ed evitarti lo sbattimento di venire qui!”.

5. Quale è la formula magica per ottenere soldi dai Venture Capital?
“…innanzitutto ci vuole tanta pazienza… pur avendo tutto il resto!” – un buon curriculum, almeno un’esperienza come manager per una company USA, un buon team, l’idea giusta, la società già avviata con qualche cliente ed un business plan che sviluppi revenue importanti “…se non gli garantirai un business da 100mln di dollari al terzo anno… lascia stare! non ti ascoltano, cercano la nuova Google!”. Poi ci sono almeno tre rounds, ciascuno con protagonisti diversi e soprattutto possibilità di trovare investitori molto differenti. Aspetti, per certe versi, non molto differenti dai nostri a parte il fatto che da noi i Venture Capital non esistono. Cambiano i dettagli che come sempre fanno la differenza ma questi rimarranno “sepolti” nei miei appunti perchè sono perle che ho deciso mi serviranno presto per IDEOLO.

6. Una azienda italiana ha speranze di poter interessare una Venture Capital?
No! il ns mercato è troppo piccolo. Le nostre aziende “sono modeste” in termini di capitalizzazione, di mercato, ricavi e market share. Qui i numeri hanno “qualche” zero in più! Ma se c’e’ l’idea giusta, i numeri e la formula magica è completa, allora qualche possibilità c’e’. E da qui siamo passati a parlare di Mind the Bridge nel cui board collabora Fabrizio. MTB è una associazione no profit che ha l’obiettivo di aiutare manager ed aziende a sviluppare business plan e trovare partner interessati a questi in giro per il mondo, tra cui qui in Silicon Valley. Tra le attività recenti più interessanti Fabrizio mi parla di Gymnasium, una sorta di trainer e di incubatore per aiutare lo sviluppo di un ecosistema fatto da aziende italiane in Silicon Valley. L’ultimo “Business Plan Competition” è terminato lo scorso luglio ed i risultati sono molto interessanti. Il 5-6 novembre si terrà a Milano il Venture Camp 10.

Sono passate due ore, circa. Siamo tornati a parlare del biliardino dell’ingresso, per Fabrizio il simbolo di quello spirito informale e determinato che lo ha da sempre animato. Dell’attrezzo per funamboli “…sai che non è così semplice, serve equilibrio!” – ed io mi chiedevo se mi avesse chiesto di provarlo? porto al polso il balance power però! ma alla fine neppure ho fatto finta di essere curioso.

“Ciao Fabrizio, grazie. E’ stato un piacere. Ti aspetto in Italia ospite di MilanIN per un Presenta te stesso.” – gli appunti sono pieni di nomi e cognomi, brands e tags.
“Ciao Luca, rifletti bene ma credo che ci vedremo qui presto! “.
“Ci puoi contare.”.

Prendo il taxi. Mezz’ora e sono già a San Jose. Checkin. Vedo un Winebar. Prendo i miei appunti. E’ ora di iniziare a raccontare qualcosa. Prendo un Pinot Grigio della Napa. Accendo il mac. Accedo alla wifi ovviamente free dell’aeroporto. Apro wordpress ed inizio il mio racconto. Il primo dalla Silicon Valley.

Keywords: funambol; proximity marketing; luca zambrelli; fabrizio capobianco; silicon valley; milanin; paolo rizzardini; venture capital;

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October 20, 2008

 


n.020 - Marketing Profetico - quale sarà il mercato del lavoro nel futuro?

Bene. Ispirato dal convegno di venerdì in SMAU, durante il quale abbiamo parlato di Business Social Network, sotto la doccia ho iniziato a riflettere su alcune espressioni che legavano i fenomeni attuali (facebook, linkedin, ...) alle domande che mano a mano nascevano durante il convegno stesso.

Bene. Le varie indicazioni. I vari suggerimenti. Le diverse considerazioni mi hanno portato ad immaginare alcune risposte. Quelle che avrei volute dare io ad alcune osservazioni. In particolare. Perchè le aziende dovrebbero investire nei Business Social Network e perchè a maggior ragione dovrebbero farlo i professionisti od i dipendenti?

Beh! gran belle risposte. Nulla da dire. Gli spunti sono stati tanti. Ma alla fine del convegno, un collega mi ha avvicinato e mi ha detto "Zambrelli, ma mi dica... alla fine non me lo avete spiegato! ma perchè devo coltivare questi strumenti? e cosa mi possono portare?". In effetti per arrivare a parlare di questo, ci sarebbero volute almeno due ore di incontro. Non per altro, serve tempo per portare una discussione generale ad un tema specifico. E noi eravamo sulla buona strada. Ma il tempo non è stato sufficiente venerdì per arrivarci.

Beh! sotto la doccia, ho provato ad immedesimarmi nell'ospite. Uno qualsiasi. Allora la mente è partita ad immaginare il perchè! il futuro del mondo del lavoro! e allora mi sono detto "il futuro? sarà ancora più veloce di oggi! le aziende cercheranno persone che in poco tempo possano risolvere grandi problemi e portare grandi contributi e valori! i professionisti per garantire loro questo dovranno essere specializzati e offrire esperienze e capacità importanti. Allora le aziende dovranno poter scegliere professionisti preparati e non più amici di amici o di parenti. Dovranno poter valutare velocemente gli skill e le esperienze professionali. Dovranno poterli conoscere in molte delle loro sfacettature. Da professionisti ma anche da uomini/donne che siano. I professionisti dovranno offrire loro il modo di capirli e valutarli al meglio. Il mondo andrà ancora più veloce e le aziende dovranno scegliere in fretta ed i professionisti attivarsi velocemente. Il mercato del lavoro americano sembrerà una vecchia legenda. Storia preistorica a confronto. 

Allora in un mondo come questo i professionisti dovranno disporre le proprie capacità con strumenti che gli permettano di descrivere al meglio le proprie capacità. Non importa ora capire se saranno testi, foto, video, audio ecc... Ci importa di capire che abbiamo di fronte un percorso. E questo percorso oggi parte dai Social Network e dagli strumenti con Linkedin. E perchè NO! parte anche da MilanIN!

Allora forza e coraggio! iniziamo a coltivare la nostra reputation online. Perchè domani sarà il nostro primo biglietto da visita nel mercato del lavoro.

Keywords: business social network, futuro, lavoro, linkedin, luca zambrelli, mercato lavoro, milanin, social network, marketing profetico

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October 09, 2008

 


Mostra promossa da Creative Council di Matteo Ferretti (amico e giovane socio di MILANIN)

Con piacere vi invito a conoscere le opere di Matteo Ferretti, amico e giovane socio del nostro Club. Presto avremo anche l'occasione di ospitarlo durante un nostro Presenta Te Stesso. Su facebook trovate a questo link il gruppo di discussione con aggiornamenti e novità in merito l'attività artistica di Matteo.

Di seguito il Comunicato Stampa relativo la sua personale promossa da CREATIVE COUNCIL - MILANO.
                                                                     
BALCONATA MILANESE – QUINDICI
Indagine sull’Arte Europea
Progetto Artistico Internazionale ideato e diretto da Carlo Franza                         

Titolo:                        CORPORALE                 
Artista:                       MATTEO FERRETTI                                      
Curatore :                   Prof. Carlo Franza ,Storico dell’Arte, giornalista e Critico di “Libero”
Luogo:                        Creative Council
                                  Via Gerolamo Morone 6 - 20121 MILANO
                                  Tel.  e Fax  02/ 45481346
                                  www.creativecouncil.it -  info@creativecouncil.it                                     
Durata:                       dal  14 ottobre    2008 al  7 novembre    2008
Anteprima stampa:      martedì  14 ottobre ore 17,30
Inaugurazione:            martedì 14 ottobre   2008 ore 18
Orario :                       da lunedì a venerdì dalle 16,30 alle 19.30

La mostra dal titolo “Corporale” dell’artista Matteo Ferretti  che rientra in un progetto artistico internazionale , “BALCONATA MILANESE”,ideato e  diretto dal  Prof. Carlo Franza  per lo spazio Creative Council attestato internazionalmente per l’Immagineering   da Gianni Donatelli e Andrea Croce, focalizza l’attenzione su talune figure in progress della nuova stagione artistica europea .  
L’esposizione curata dal Prof. Carlo Franza ,illustre Storico dell’Arte di piano internazionale,che firma anche il testo,riunisce un certo numero di opere magistralmente ancorate alla storia e alla società  del nostro tempo che compongono  il percorso nuovo e  singolare di questo  innovativo   artista  italiano.

All’inaugurazione ci sarà una prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra   ,unitamente alla partecipazione di intellettuali italiani e stranieri e di numerosi collezionisti .  Si brinderà con vini italiani.    

Scrive Carlo Franza nel testo: “Il corpo come icona, ostentato con o senza pudore, e parti di esso mostrate con estrema curiosità, con tutta una serie di passaggi fra lecito e illecito, fra norma e inquietudine, hanno da qualche tempo caratterizzato il lavoro del talentuoso giovane  Matteo Ferretti, grazie  all’amplissimo uso anche di mezzi tecnici  che forniscono ulteriore fuoco   alle  immagini sempre più cariche di bellezza e pulizia formale.Nei più recenti lavori,figure maschili e femminili, scelte ad arte dal suo repertorio quotidiano di incontri,  si ritrovano lette in collage fotografici, ovvero immagini ritagliate  e presentate come opera originale dell’autore,e aggallate in un mare di frammenti.
Parti del tronco umano,visi e sguardi, personaggi alle prese con il teatro della vita,erotismo e sensualità, travestitismo e outing,cultura del fetish e alternativo street style ,evoluzione dello street wear.Frammenti di immagini, frammenti di specchi, frammenti di resina vinavinilica colorata, tutto concorre a dare forza alla teoria del frammento corporale,dove oggetto,corpo,e materia si affrontano con  una sorta di chirurgia liquida e decorativa a volte,  ma capace di svelare sia una sorta di rivoluzione interna dove impera un sensuale immaginario,sia lo scenografico impatto e la sofisticata struttura in cui la sensualità è indagata con una spiazzante  citazionista esplorazione. Con Ferretti si assiste a una nuova tendenza stilistica, di un “post human” incentrato sui temi del rito e della metamorfosi,  ovvero a un nuovo ordine estetico che ha ormai ceduto il posto al  fascino di una continua e vertiginosa trasmigrazione tra infinite possibilità performative.Queste plurime installazioni a muro,che inseguono una sorta di london look  con le finestre e i tagli dove corpi e sguardi si svelano
teatralmente, ruotano attorno a un’apparenza della vita,portano a una profonda riflessione sui desideri più profondi, fanno entrare nell’arena del confronto paradossale. Opere che sono vetrine ,dove arte moda,bellezza,e corporeità plasmano la lettura del trend setter Ferretti  in bilico tra i giochi di specchi rotanti dove le immagini si avvertono e si stralunano  e la materia colorata che gronda con leggerezza e ironia,  ha desiderio di tornare  alla propria storia  con  una libertà che appare scelta esistenziale”.                                                                                                                                                                                        

Cenni biografici dell’artista.
Matteo Ferretti nasce a Parma nel 1976. Dopo aver conseguito nel 1996 il diploma di grafico pubblicitario, nei due anni successivi prosegue i propri studi presso l’istituto Santa Paola a Mantova seguendo un corso di restauro di decorazioni murali ed architettoniche. Nello stesso periodo frequenta gli studi dei pittori Guido Fontechiari e Alfonso Borghi, dove sviluppa la propria tecnica personale concentrandosi in particolare su tematiche post-impressionistiche ed informali. Dopo aver partecipato a diverse manifestazioni culturali in città come Reggio Emilia, Piacenza e Genova, dal 1998 in poi varca i confini nazionali prendendo contatti con l’Accademia di Dresda ed esponendo a Berlino e Francoforte.
E’ stato invitato a partecipare a concorsi internazionali come la Biennale dei Giovani Artisti a Roma e la Search for Art organizzato dalla Mandarina Duck di Bologna. Dal 1999 collabora con il gruppo Henkel di Dusseldorf e con l’organizzazione Inzentz (arte in architettura).
Numerose le mostre personali in Italia. Nel 2000 tiene una personale nel Palazzo dell’Antica Pretura di Castell’Arquato (PC) ed inizia una collaborazione con la Galleria Arte-Studio di Milano, che sfocia nell’esposizione (Nigthwave) presso l’Arte Fiera di Rimini nella primavera del 2001.
Il 2001 rappresenta una svolta nell’arte di Ferretti con una serie di installazioni basate sul binomio arte-marketing, esposte nel mese di maggio del 2002 presso la chiesa di S.Ludovico a cura di Paolo Tomasi. Nello stesso periodo ventotto tele sono esposte nei chiostri delle chiese di S.Giovanni a Parma, presentate dal direttore dell’Archivio Storico di Parma Marzio Dell’Acqua.
Nel Febbraio del 2003 espone una serie di dipinti alla Galleria Primo Stato di Reggio Emilia presentati da Sandro Parmigiani, direttore della Fondazione Magnani Italia. Dell’agosto dello stesso anno è l’invito ad esporre presso la collettiva “Pace e Amore” organizzata dal maestro Marco Nereo Rotelli (con il quale è tuttora in atto un rapporto di collaborazione) nella fortezza da basso presso l'Isola Palmaria a La Spezia.
Dal 2000 inizia la sua collaborazione con gallerie milanesi tra cui la Galleria Arte-Studio e nel settembre 2002 la fondazione D’Ars di Milano seleziona l’artista per gli incontri internazionali Image e Science indetti dal CNRS di Parigi (centre nazionale de la recherche scentifique).
Da un’idea di Matteo Ferretti nel 2004 nasce THEMA_. Un progetto visivo che scaturisce dalla commistione di differenti esperienze artistiche, dalla pittura al colore, dalla tecnologia ai pixel e dall’unione della pittura alla video arte. Il primo esempio THEMA 1 viene esposto nel mese di maggio 2004 in una collettiva Far per non smettere di sognare presso lo spazio Solferino 31 a Milano. Seguono varie collettive: La palestra di Accademo, a cura di Attraversarte, presso la Fortezza del Mare nell’Isola Palmaria e La palestra di Accademo a Santa Giulia, presso l’Accademia d’Arte di Brescia.
Il progetto THEMA_  si sviluppa e nell'ottobre 2004 espone THEMA_A.2 La splendida luce, con la presentazione di Marisa Vescovo e Tiziano Marcheselli presso la Galleria Il Triangolo di Cremona. Nella primavera del 2005 torna a Milano con la personale THEMA_A3 Il vano sforzo, presentata dal critico Carlo Arturo Quintavalle, presso la Fondazione Stelline di Milano. Sempre a Milano, all'Università  degli Studi Bicocca espone due opere dal titolo Il mare a Milano presso lo stand Marenostrum e nell'autunno dello stesso anno allo Spazio Krizia a Milano tiene una personale con Marco Nereo Rotelli.
Numerosi i riconoscimenti e le partecipazioni ad esposizioni internazionali. Nel 2002 partecipa con un?installazione presso lo stand BOBST alla CORRUGATED di Parigi (esposizione mondiale delle attrezzature per cartone ondulato). Dello stesso anno è l’invito della critica e giornalista Stefania Provinciali alla Terza Biennale Postumia Giovani 2002. Nel dicembre 2003 partecipa alla Biennale d'Arte Contemporanea di Firenze e due anni dopo alla 51° Biennale di Venezia fornisce il suo contributo artistico nel progetto di Marco Nereo Rotelli intitolato Isola della poesia a cura di Achille Bonito Oliva. Per l'evento La notte dei poeti, organizzato nell'ambito della 51°Biennale di Venezia, realizza una personale presso l'Istituto Rumeno per la ricerca umanistica a Palazzo Correr. Primo classificato per la categoria installazione nel Premio Nazionale Palmaria Giovane 2005 di La Spezia.
Un ulteriore sviluppo del progetto THEMA_ avviene nel gennaio del 2006 con  la mostra THEMA B.1 ISOLA men TI presso la Galleria Vanna Casati di Bergamo. Nel mese di giugno in Parma Poesia Festival 2 presenta Poetica-mente, una personale con Marco Nereo Rotelli e William Willinghton al Palazzotto Eucherio San Vitale di Parma. Nel febbraio 2007 espone alla galleria Il Triangolo di Cremona.
Nel marzo 2008 è invitato dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Professor Carlo Franza nel progetto “Osservatorio delle Arti” a Firenze nell’Otel Ristotheatre-sala di Euterpe e Bacco, con una mostra dal titolo “Geografie”. Nell’autunno 2008 è a Milano invitato sempre dallo Storico dell’Arte Professor Carlo Franza nel progetto “Balconata Milanese” presso il Creative Council con una mostra, a cura dello storico Prof. Carlo Franza , dal titolo “Corporale”. E’ vincitore del Premio delle Arti-Premio della Cultura, XX edizione 2008 (giuria presieduta dal Professor Carlo Franza) come Artista Emergente.I Maggiori periodici italiani (La Repubblica, Il Giornale, Corriere della Sera, Il Giorno, Il Resto del Carlino e altri come Gazzetta di Parma, il Nuovo Giornale (PC), Malacoda (PR), La Provincia (CR)), diverse emittenti televisive (Tv Parma, Teleducato (PR), Telelombardia, Tg3 regionale) ed i principali siti internet italiani tra cui Il Sole 24 Ore, Culturalweb e Artfaq hanno presentato l’artista e le sue varie esposizioni.

Keywords: arte europea, arte europea, carlo franza, creative council, ferretti, luca zambrelli, matteo, milano, arte

Posted by luca.zambrelli at 22:28 | 1 comment(s) | Send to a Friend

October 02, 2008

 


Arancia7 ha partecipato con la propria idea al contest "Prestigio e sostanza - L’idea diventa impresa" indetto da HYPOGROUP ALPE ADRIA

Arancia7 ha partecipato con la propria idea al contest "Prestigio e sostanza - L’idea diventa impresa" indetto da HYPOGROUP ALPE ADRIA. Ringrazio gli amici che con me hanno partecipato all'iniziativa, nonchè gli organizzatori, il presidente della commissione Oscar Giannino e naturalmente i giovani imprenditori che come me hanno presentato i loro progetti (Paolo, Martino, Massimo e Stefano).

Arancia7 è una iniziativa aziendale.

Discussioni aperte su Facebook, qui.

 

Keywords: arancia7, bluetooth, digital signage, luca zambrelli, mobile signage, oscar giannino, premio hypo, proximity marketing, alpe adria

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August 22, 2008

 


n.019 - Marketing Profetico - una nuova epoca... product user generated?

Dedico questo post ai pensieri stimolanti che mi ha regalato il libro "wikinomics"! letto, evidenziato, segnalato, commentato e riletto.

Ma la mia ispirazione non giunge da lì! viene da lontano... da un pensiero che negli ultimi mesi continuava a scorrermi in testa. E se domani fossimo protagonisti di tutto, non solo dei contenuti e delle informazioni che vengono utilizzate per produrre? e se domani fossimo in grado di generare il ns "prodotto"! quello che utlizziamo tutti i giorni? beh, vi sembrerà troppo azzardato e molto futuristico! a chi ne ho parlato mi ha subito risposto "pazzo...", "impossibile...", "ma figurati...", "hai bevuto... non potrà mai capitare"! ed io mi sono chiesto perchè?! oggi il consumatore è già protagonista inconsapevole del prodotto. E se domani lo fosse "coscientemente"?!

IO DICO CHE potrà succedere, quando tutta la catena di produzione sarà automatizzata e controllata da menti artificiali, NOI potremo decidere COME?

Pensate se domani vi fosse permesso di costruire la VOSTRA AUTO! la VOSTRA LAVATRICE! il VOSTRO ABITO DA SERA! le VOSTRE SCARPE!... che male ci sarebbe? anzi! sparirebbero le mode e avanzerebbero gli stili, democratici, solidali e personali. Avanzerebbe una nuova società. Mi verrebbe da dire "intelligente" e "cosciente" verso la valorizzazione delle idee e della loro efficacia. Collaborativa. Disposta a contaminare liberamente. Una società lontana dal conformismo. Lontana dalla differenziazione data dal brand. E vicina al proprio stile come elemento di differenziazione singolare.

Quel giorno compreremo tutto online. Dalla cabina armadio di casa nostra, cliccando lo specchio. selezionando tessuti, colori, modelli, definendo tagli, cuciture, stacchi, intrecci ... lo potremo vestire virtualmente. Indossarlo e combinarlo. E così via...

E allora quali saranno i temi di differenziazione che creeranno distinzione tra brand e brand? solo la logistica? solo la comunicazione? solo i servizi a cui oggi siamo abituati? forse, daremo importanza ai tempi di produzione! la capacità di personalizzare! la flessibilità di definire il prodotto e di intervenire nella produzione a basso livello! la consulenza? e tanto ancora. E cosa succederà alle unità organizzative che siamo abituati a conoscere. Le funzioni marketing, commerciale ... Cambieranno, evolveranno le proprie mansioni a favore di nuovi intenti.

Certo che non ci si crede! lo scenario tocca tanti argomenti. Non solo sociali. Ma economici. Organizzativi. Industriali. Ma l'uomo è abituato ad auto-sorprendersi. E l'intelligenza riunita, in comune e collaborativa, è ancora più forte e lo sarà sempre di più in futuro. E allora perchè non credere che potrà essere tutto vero! Non tutti adopereranno questi strumenti. Non scompariranno i negozi, le medie e piccole aziende. Gli acquisti di impulso. Le corse verso i centri commerciali. Ma in molti aumenteremo il potere di controllo. Ed un giorno forse avremo qualcosa di nuovo che ci permetterà di concentrarci sull'essenza delle cose, oltre che sulla loro forma. Ma soprattutto ci permetterà di esprimerci liberamente in tutto e per tutto.

Grazie.

Keywords: futuro, marketing profetico, nuova epoca, product user generated, prosumer, luca zambrelli

Posted by luca.zambrelli at 14:23 | 0 comment(s) | Send to a Friend

May 18, 2008

 


n.018 - Marketing Profetico - e Google costruisce la nuova frontiera dell'ADV per le TV ma per arrivare dove?

E se domani il mercato di mezzo non esistesse più?

 

Se domani l'accesso ai servizi fosse per tutti diretto? Niente intermediari! Canali diretti tra offerta e domanda. Si. Non è fantascienza. Il mondo cambierà. Il mondo di mezzo, il mercato dell'intermediazione, confluirà nel primo, in quello che offre, produce e commercializza. I clienti accederanno direttamente all'offerta. Con più informazioni, pareri e dettagli avranno a loro disposizioni più "armi" per acquistare. E' quello che ha sempre promesso internet. Niente di nuovo apparentemente. Difficile da realizzarsi. Ma sembra che qualcuno non abbia paura di tentare. Per cambiare ci vuole forza, amore e coraggio.

 

Nell'advertising?

Ci pensa Google. Con Google TV ADS, il grande papà americano di centinaia di iniziative innovative, lancia una nuova sfida ad un settore ancorato a tradizione e cartelli.

 

Cos'e' Google TV ADS.

Si tratta di una piattaforma centralizzata per pianificare una campagna pubblicitaria sulle televisioni di cui Google è diventata in parte concessionaria. Dall'acquisto degli spazi alla creazione del palinsesto. Tutto o quasi. Per ora rimangono aldifuori i contenuti. Ma se pensiamo a youtube, ecc... Beh, il passo sarà breve.

 

Vi do un consiglio.

Leggete tra le righe. Non si tratta di una semplice piattaforma. E' la liberalizzazione della pubblicità. L'anima del commercio, della comunicazione e promotrice della conoscenza.

 

Pensate. "...Immaginate di essere un imprenditore, un professionista od un marketing manager di una piccola o media realtà. Oppure di grandi e innovative. Se voleste pubblicizzare il vs nuovo prodotto o servizio utilizzando messaggi audio/video innovativi e voleste raggiungere più persone possibili conoscendo già i loro interessi? In poco tempo? E con un budget “onesto”? Oggi che soluzioni avete? La solita e costosa tv, la vecchia e non interattiva radio oppure la moderna promettente internet con tutti i limiti della sua vastità...".

(tratto da un mio personale business focus per la startup Arancia7)

 

Google oggi inizia a dare una risposta anche a questo, modificando la tradizione perchè tutto è possibile.

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March 10, 2008

 


ISOLABLUE - sintetizzare tradizione ed innovazione per creare nuove soluzioni in-store

Mercoledì 12 marzo presenterò in partnership con Gruppo Plus durante la Promotion EXPO 2008 il progetto ISOLABLUE.

 

GRUPPO PLUS, centro media sintesi tra tradizione ed innovazione,  costituito da aziende con oltre 30 anni esperienza nel settore della comunicazione e innovazione tecnologica, costituito da La Decalcomania, MediaMilano ed Uniteam Init, ha scelto PROMOTION EXPO per mostrare ai manager del marketing e della comunicazione nuove stimolanti soluzioni In-Store (e non solo) attraverso l’avveniristico proximity marketing. Tra le Case History di tutto riguardo: la creazione di postazioni “Isolablue” info-promozionali nello store di BMW Motorrad Milano.

 

Tracceremo i confini che spingono i Centri Media a presidiare nuovi temi della comunicazione e confini tecnologici tra tradizione ed innovazione. La ricerca continua di nuovi strumenti comunicativi dotati di appeal sul consumatore, massimamente utili per migliorare le vendite, consolidare identità di brand o dar vita ad innovativi emotional branding, conduce verso la tecnologia, strumento più idoneo per vivere nuove esperienze di acquisto.

 

Ma quali tecnologie adottare? Come sfruttarle al meglio? e ancora... cosa aspettare dal futuro?

Emozionare. E non solo. Il Proximity Marketing - ultima frontiera della tecnologia al servizio della comunicazione – affiancato ad elementi di comunicazione tradizionale, stimola, promuove e conquista le aziende ed i consumatori finali attraverso un mix che cattura i sensi e favorisce l’incremento vendite.

L’elevata funzionalità, efficacia emozionale ed il valore aggiunto ottenuti dalle soluzioni In-Store offerte dal Gruppo Plus è testimoniata da varie Case History tra le ultime delle quali l’installazione delle “Isolablue” info-promozionali nello store milanese di BMW Motorrad Milano, ulteriore dimostrazione della sensibilità di importanti brand internazionali verso le nuove frontiere della comunicazione

 

Vi aspetto alla Agora presso l’esposizione Promotion Expo 2008 che si svolgerà all'interno del quartiere fieristico fieramilanocity (Ex Portello), Padiglioni 1 e 2. Entrata Porta Teodorico 12, Viale Scarampo, Milano.

 

Per ulteriori informazioni http://www.promotionexpo.it/2008/

Keywords: digital in-store, digital instore, gruppo plus, in-store, init, instore, isolablue, ladecalcomania, luca zambrelli, marketing profetico, mediamilano, promotion, promotion expo, promozione, proximity marketing, advertising

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December 14, 2007

 


n.016 - Marketing Profetico - la Business Television ed il domani... - n.16/07

Abbandonata la campagna elettorale torno con l'argomento che più mi si addice in questo periodo lavorativo, il Marketing Profetico. E stavolta lo faccio partendo col ringraziare l'amico Giampaolo Colletti che è stato nostro ospite qualche lunedì fa a Milan In.

 

Due parole su Giampaolo.

L'ho conosciuto lo scorso giugno. Una visita commerciale. Curiosa. Veloce. Un paio di ore. Una visita in Technogym. L'ho rivisto anche oggi. A gambettola! Il suo ufficio. Brillante. Sempre carico. Novità. La sua nuova vita lontano da Milano. I teatri e gli amici che mancano. La calma. La tranquillità. La sua irrequietezza giovane. Beh... Ci sarebbe altro. Ma Giampaolo soprattutto parla di Business Television. E' il suo pane. Masticato. Ritritato. Esplosivo di novità. Lui li ha incontrati quasi tutti. Quelli della nuova televisione. Quelli che non vediamo chiusi nello scatolone catodico. Lui parla con quelli nuovi, quelli che vivono nella rete e camminano con la telecamera in mano per riprendere la vita di "strada". Stop veline. Stop mega presentatori e mega cachet. Qui si inquadra dal basso verso l'alto le realtà. E lui credo si sia innamorato di questa semplicità, nuova ma non sempre vergine. Quelle che chiama le TV "alternative".

 

La tv in pezzi, pezzi di tv.

Questo è stato il titolo della sua serata.

Bel titolo. Soprattutto perchè descrive molto bene cosa sta succedendo.

 

Da qui mi riprendo il post e torno al mio marketing profetico.

 

Da un lato la tv tradizionale si sta impoverendo di novità, di contenuti e da parecchi anni sta involvendosi nel regurgito triste dei serial soggettivi, reali e professionali. I grandi spettacoli del sabato sera, le cronache del martedì, i lunedì politici ed i mercoledì sportivi li abbiamo depositati in soffitta, stufi e oramai innamorati di internet, della tv satellitare/digitale e dei new media.

 

Dall'altro lato "pezzi di tv", come ci ha brillantemente raccontato Giampaolo, stanno emergendo ovunque e con contenuti che mai prima sarebbero riusciti ad oltrepassare le forche editoriali dei piccoli e grandi media. Da chi fa tv a circuito chiuso dal proprio building a chi propone l'adozione delle proprie pecore. A chi ancora racconta le prefessioni praticate nel proprio quartiere, ... E le aziende, alcune in anticipo ed altre solo ora, adottano la Business Television per fare comunicazone interna istutuzionale e trasmettono all'esterno cercando forme di servizio e di aggregazione. Diciamo di fidelizzazione e di customer care. L'inizio. Stiamo parlando di un fenomeno che è appena iniziato. Spinto dai nuovi media internet (youtube in testa) ma anche dalla facile accessibilità alle tecnologie audio/video, agli strumenti di post-produzione a/v e alla facilità di diventare protagonisti di un proprio canale mondiale trasmesso su internet. La novità. Le emozioni. C'e' tutto, in questo, per convincere anche i più scettici e meno trasgressivi e protagonisti. E tutto spinge il fenomento verso nuove frontiere. Si aprono nuove strade. Nuove vite digitali. Nuovi spazi. Si innalzano le bandiere del web2.0 a sostenere la condivisione e la collaborazione. Tutto wiki oriented.

 

E noi? Cosa ci attende domani?

Non penso sia difficile immaginarlo! Con l'eccessiva diffusione e con la sempre più facile accessibilità, si impoveriranno anche questi fenomeni a favore di nuove forme di visualizzazione e di comunicazione. Il network semantico e la profilazione individuale ci porteranno vicini ad una nuova generazione di servizi e di tecnologie che trasformeranno il piatto video e l'assordante suono in esperienze tridimensionali di tipo spaziale dentro cui ci immergeremo. E quando tutto ci sembrerà così impossibile da ricordare e raccontare, ci verranno in aiuto nuovi IPOD di settima generazione, quelli che io amo chiamare ILIFE, che collegati 24 ore su 24 al nostro corpo si occuperanno di prendere nota di tutto. Registreranno per noi la nostra vita. Per ricordarla. Condividerla. E domani raccontarla per filo e per segno. Ci mancheranno sempre i profumi, il tatto. I sensi che ancora oggi tardano ad essere sintetizzati tecnologicamente. Ma è solo questione di tempo.

 

"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,

E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...

come lacrime nella pioggia.

È tempo...di morire."

 

A presto.

Keywords: business television, giampaolo colletti, ilife, ipod, iptv, la nuova tv, la tv, luca zambrelli, marketing profetico, prosumer, tv alternative, web2.0, blade runner

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November 14, 2007

 


alternanza o continuità? l'altra faccia non-confusa della medaglia

Per qualche anno, ero molto giovane, cercarono di convincermi che a questo paese serviva, dopo tanti anni di "soliti noti", tornare al metodo dell'alternanza politica.

 

Negli anni i miei iniziali dubbi mi rimasero, tormentandomi di domande sul passato. Le riforme sono lunghe e dispendiose e "Cinque anni non bastano". I grandi progetti necessitano di tempo e di continuità e "Cinque anni spesso non bastano". Cambiare e fare scelte coraggiose pensando lontano e "Cinque anni sono veramente pochi". E così l'alternanza diventa "...un ribaltone istituzionalizzato dove ogni cinque anni si cambia tutto per non cambiare mai nulla nella sostanza del paese." - parole che Montezemolo usò il giorno del suo insediamento nel maggio 2004.   

 

Non sono confuso oggi, parlo di MilanIN.

La mia convinzione vive nella volontà di dare continuità al progetto di Pier Carlo

MilanIN ha ancora bisogno di terminare un ciclo di crescita. Ci sono nuovi traguardi, nuove sfide, nuovi obiettivi da raggiungere che necessitano di CONTINUITA' di strategie, valori, spirito, volontà e capacità. Il programma della nostra squadra prevede cambiamenti organizzativi. Lancia nuovi progetti. Propone nuovi eventi. Affina la strategia del Club, ribadendone i principi ed i valori. Vi abbiamo sempre ascoltato. Sappiamo anche da voi cosa non funziona o non ha funzionato in passato. Abbiamo sempre cercato di dare il massimo e domani dovremo fare di più. E per farlo avremo bisogno di Voi. Della Vs professionalità. Delle Vs capacità. Oggi molti soci collaborano nelle diverse squadre alla vita del Club. Domani potrebbe essere il tuo turno. Ascolteremo le tue idee.

 

DARE CONTINUITA' ad un progetto importante, di successo.

Questo è lo spirito che ci deve spingere ad abbondanare la momentanea confusione.

Diamo la possibilità a Pier Carlo di portare avanti questo importante progetto, con la squadra ed i "compagni di viaggio" che meglio sapranno interpretare le nuove sfide.

 

Quando saremo "grandi e maturi" e quando sarà giunto il momento di cambiare sono certo che sapremo tutti guardare oltre abbracciando il "nuovo". Lo faremo, ne sono certo, senza fare scontri e senza alimentare polemiche. Noi dalla politica italiana non abbiamo nulla da imparare. Anzi, forse un giorno avremo da insegnargli qualcosa. Gli racconteremo la nostra storia. Quella che un giorno ricorderemo commentando come siamo riusciti a diventare un grande Club italiano.

 

Continuità!

Keywords: andrey, elezioni 2.0, luca zambrelli, politica profetica, pier carlo pozzati

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November 10, 2007

 


Riflessioni... che concludono una settimana di Elezioni2.0

Da un lato idee, capacità di mediazione e di ascolto. Libertà di espressione ai limiti del concesso.

 

Dall'altro lato poche idee, falsi moralismi e ipocrite posizioni in stile "amici MA nemici". Libertà di espressione oltre i limiti e con troppa facile propensione alla denuncia e all'offesa.

 

Bene! Anzi da socio, Manager di un Comitato e da candidato dovrei dire MOLTO POCO. Spero che nelle prossime settimane le discussioni nel forum e nei blog possano far emergere nuove idee e nuove propositività per il bene e per il futuro di MilanIN.

 

Razionalizzando le idee e gli spunti letti sul forum e nei blog e pensando ai programmi che parlano del futuro di MilanIN non avrei dubbi per chi votare! I miei valori propendono da una parte sola. L'unica guarda caso che ha saputo esprimere dei valori e delle idee. Per alcuni sembra che tutto debba ruotare intorno l'accordo linkedin SI o linkedin NO. E tutto il resto? troppo sminuente per la cultura che il club ha saputo esprimere negli oltre 40 presenta te stesso rappresentati fino ad oggi.

 

Vorrei concludere queste mie personali osservazioni condividendo con tutti voi soci di MilanIN un breve ma significativo pensiero che possa farci riflettere sulle dinamiche umane che sottendono un valore che non potrà non esserci familiare dopo questa prima settimana di elezioni2.0, IL POTERE.

 

Eccomi allora a proporvi un pensiero tratto da "LEONI O VOLPI, IN COMUNE ABBIAMO LA VOLONTA’ DI POTENZA" di Francesco Alberoni.

 

"Il grande sociologo italiano Alfredo Pareto ha distinto gli uomini di potere in due categorie: i leoni e le volpi. Nei leoni la volontà di potenza si esprime ancora un po’ nel modo arcaico, quella dei nostri antenati scimmioni che si battevano i pugni sul petto, come irruenza, implacabile tenacia nel combattere i nemici, renderli impotenti. Ma anche come entusiasmo, fede che trascina. Nelle volpi, invece, come astuzia, capacità di simulazione, di persuasione, di intrigo, di ricatto, di inganno. Nei periodi di panico, di disordine, nei movimenti si affermano i leoni. Ma poi avanzano le volpi, che li mordicchiano, li logorano, li soppiantano. E le volpi, sia ben chiaro, sono aggressive come i leoni. Ma lo nascondono. Solo quando sono sicure mostrano il loro cinismo, la loro arroganza e la loro prepotenza."

Keywords: , alfredo pareto, elezioni 2.0, forza milanin, francesco alberoni, leoni e volpi in comune abbiamo la volontà di potenza, luca zambrelli, pier carlo pozzati, potere

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November 08, 2007

 


MILANIN: di cosa si tratta veramente?... è ora di mettere in pausa il Marketing Profetico

Innanzitutto sono una persona, un lavoratore. 

Poi un socio del club ed infine anche il Manager del Comitato Marketing & Promotion.

 

Sento parlare da troppo tempo di democrazia con troppa facilità, tanta da scatenare le stesse prevaricazioni che nella vita di tutti i giorni leggiamo, incontriamo ed incrociamo giorno dopo giorno. Senza regole e senza controlli anche le più moderne democrazie hanno mostrato i propri punti deboli e hanno lasciato il cittadino, disincantato dalle promesse, solo a combattere per sopravvivere. Tutti i giorni NOI TUTTI ci raccontiamo le stesse cose. Vorremmo che uno stato come il nostro ricco di valori torni a riconoscere DIRITTI E DOVERI per tutti a prescindere dagli interessi dei singoli. Il Social Network, l'ho sentito ieri e ne sono rimasto affascinato, in società più moderne della nostra (purtroppo) è il punto di raccolta e di ricongiunzione tra chi è emarginato dalla società e la società stessa (cultura e lavoro).

 

Torniamo un attimo indietro. Tra i principi alla base della DEMOCRAZIA MODERNA vi è la "Libertà d'opinione e diritti". In una società moderna, in un club moderno ed in associazioni come la nostra che si basano sul volontariato e sui valori sociali liberali E' INACCETTABILE "leggere" quello che mi è capitato di trovare girovagando tra blog, forum e post vari.

 

MILANIN NON E' IL CLUB CHE ALCUNI VI VOGLIONO CONVINCERE CHE SIA!

 

MILANIN è il CLUB che abbiamo apprezzato e continueremo ad apprezzare dei PRESENTA TE STESSO, degli Andrey, dei Leonardo Bellini, dei Piero Refolo, delle Lilly Gery, delle Paola De Vecchi e soprattutto dei Pier Carlo Pozzati e di tutti coloro che lo vivono come fonte di ispirazioni per i propri valori. Degli oltre cinquanta Ospiti che abbiamo accolto. Dei quasi 3000 SOCI che tutti i giorni ci inviano messaggi complimentandosi.

 

Io contribuisco a questi valori e la mia candidatura a Consigliere va nella direzione di appoggiare l'OTTIMO LAVORO che fino ad oggi è stato fatto. Poche parole. FATTI! nella mia squadra ci scambiamo decine di email tutti i giorni. Perchè CREDIAMO nello spirito che ci ha fatto INNAMORARE di questo LUOGO, MILANIN.

 

Ieri sera raccontavo un mio personale aneddoto.

Quando a 26 anni circa mi proposero di aprire una azienda a Milano la mia prima affermazione fu: "...uhm, ma io a Milano non ci lavoro da almeno 3 anni! non conosco nessuno. Come posso pensare a prospects, budget, dipendenti, partner, sinergie... Milano è una città chiusa. Non sono il figlio di nessuno di importante, di famoso o a cui qualcuno deve un favore.". Avevo tanta energia. Tanta voglia di fare. Di dimostrare che potevo riuscire. Quando ho conosciuto MILANIN  mi sono detto "... se fosse esistito sette anni fa, non avrei mai proferito quella affermazione. Avrei dedicato tutti i miei lunedì sera a frequentare il club.". Perchè MILANIN non è solo SOCIAL NETWORK. MILANIN ti apre la mente, è un contenitore di energie positive, di ambizioni, di sogni.

 

Appoggio la candidatura di Pier Carlo Pozzati a Presidente di MILAN IN.

Keywords: andrey, elezioni 2.0, luca zambrelli, pier carlo pozzati, forza milanin

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October 07, 2007

 


Marketing Profetico - Decentralizzare con il Proximity Marketing - n.15/07

Uhm... le mie idee stanno prendendo forma ora! tardi rispetto quando le avevo sperimentate. "navigo" e mi rendo conto di vederle ovunque. Non mi sono bastati gli stati uniti questa estate per essere bombardato di "allora! ma quando inizi". Torno in Italia, un paese vecchio, e vedo che è successo qualcosa. Qualcuno ha rotto il ghiaccio! poco ancora ma qualcuno si muove. Bene! come dico sempre "forza e coraggio".

 

Invece qui si parla di "decentralizzare..." ma che cosa?

 

Semplice. L'attenzione. Dal generalismo che ci si è abbattuto contro negli ultimi anni alla focalizzazione più verticale possibile verso il singolo individuo. Gli strumenti che abbiamo oggi ci permettono di sapere molto. Domani sapremo molto di più. Di molti. Non di tutti. Ma sarà sufficiente per fare un marketing diverso. Oggi guardiamo con interesse il proximity marketing ed i suoi derivati. Si va dal digital signage al bluetooth, dal concorso via sms della tabaccheria sotto casa alla nuova generazione di slot machines. Qualcuno ci vende gli strumenti e qualcun altro ci bombarda sopra di contenuti. Sul saremo schiacciati!? non ho risposte. Credo vivremo un percorso simile a quello vissuto per la email.

 

Martedì 9 ottobre ci sarà l'evento "Proximity Forum 2007" e tra i relatori ci sarà anche il ns socio Andrea Boaretto. Ci sarò anche io e so da amici giornalisti che verranno annunciati diversi progetti di proximity marketing.

 

In MilanIn invece ospiteremo lunedì sera 8 ottobre un servizio "sperimentale" di proximity marketing reso disponibile da uno dei nostri soci INIT. Un inizio. Anche MilanIN vuole sostituire la carta con i dati e contribuire all'abbattimento del consumo esagerato di cellulosa.

 

Decentralizzare? Si! nel senso di guardare più vicino e meno lontano con le regole della localizzazione tramite l'esperienza della centralizzazione = contaminare. I nostri clienti siamo prima di tutto noi stessi.

Keywords: andrea boaretto, comunicazione, decentralizzare il marketing, init, marketing, marketing di prossimità, marketing profetico, mauro lupi, proximity marketing, two-way, uniteam init, web 2.0, web2.0, luca zambrelli

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August 27, 2007

 


Marketing Profetico - inizia la convergenza 2.0 in Your Truman Show www.yourtrumanshow.com - n.14/07

La notizia di questo blog è la nascita di questo progetto tutto italiano e con base nella Silicon Valley, Your Truman Show. L'ho scoperto per caso l'altro ieri navigando nella rete. Un link che non ricordo ancora dove ho "pescato" mi ha portato direttamente qui http://ciscoexpo2007.blogosfere.it/2007/03/arturo-artom-e-il-social-networking.html. Incuriosito, molto, sono andato avanti.

 

Lascio a voi "giocarvi" senza contaggiarvi, convinto che, se vorranno alimentarlo come laboratorio allargando il concetto di "video-protagonismo", socialmente inutile, a temi specifici con altre finalità (ad.es. videogiornali, recensioni, attualità, cronaca, videoblog temativi) potrà avere un domani. Non per l'originalità dell'idea. Soprattutto per aver acceso una luce al web2.1, la versione degli aggregatori del web2.0.

 

Di seguito invece non mi tratterrò e proverò a contaggiarvi con qualche riflessione sul presente e sul futuro che ci attende.

 

Ci si muove velocemente oramai. E altrettanto velocemente manipoliamo il significato delle tecnologie muovendole verso di noi, verso le nostre necessità. Le adattiamo così come sono alla nostra vita. Non possiamo ancora modificarle a nostro piacimento. Ma il ns feeling con il mondo tecnologico ci permette oggi di adoperarle meglio. Un giorno la materia e la loro intelligenza saranno nelle nostre mani. Sicuramente ci limiteranno anche allora. Ma potremo manipolare, adattare e modificare il loro significato tecnologico e trasferirli nel nostro mondo. La convergenza? Solo un fenomeno tendenzialmente commerciale che ha cercato e cerca di assemblare più funzioni in pochi strumenti. Non abbastanza per quello che sarà il nostro domani.

 

Così oggi, nell'epoca del 2.0, tutto si sta trasformando.

Nella direzione della partecipazione. Cerchiamo, produciamo ed alimentiamo di informazioni i sistemi che ci circondano. Non è solo una questione di rete. C'e' altro. Ancora poco. Non siamo ancora pronti al cambiamento. Troppi oboli ancora da pagare. O forse tanti per pochi. Ma un giorno avremo una rottura dei sistemi di controllo e daremo una veloce sterzata verso un nuovo modello economico/sociale. Pensate a cosa potrebbe diventare domani un modello "wikipedia", sociale? A qualcuno spaventerebbe. Ma è qualcuno o troppo danneggiato dal cambiamento o qualcuno troppo poco complice. Cambierebbe il modello economico oltre quello sociale. Sono certo e lo sappiamo tutti che in una società meno "denaro-centrica" potremmo dare più spazio alla qualità delle cose che ci circondano. Più tempo per più vita. Ecco perchè concordo con chi pensa che abbiamo di fronte l'epoca 2.0. Non è solo web2.0.

 

In un precedente post, nel quale parlavo della necessità di "rompere il ghiaccio..." mi sono soffermato su un ragionamento rivolto ai manipolatori dell'informazione, pronosticandone la fine. Chissà se la tecnologia un giorno avversaria domani saprà regalarci questa possibilità. Nell'epoca 2.0 saremo tutti protagonisti sociali, in grado di esprimere i nostri valori umani e le nostri arti traendone sostegno. Appagando la fame di denaro con l'inebrietà dell'essere protagonista.

 

Come si suol dire "chi vivrà vedrà!".

Keywords: cisco blogsfere, epoc 2.0, epoca 2.0, silicon valley, web 2.0, web 2.1, web2.0, web2.1, youtrumanshow, you truman show

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August 12, 2007

 


Marketing Profetico - Cose curiose di "social network" - n.13/2007

Da qualche settimana leggo con molto interesse i post su Nova24! e ieri sera dopo aver consumato le pagine di un vecchio Dylan Dog mi sono trovato nel bel mezzo di un post che intitolava "Social Networks" ed incuriosito ho lasciato il mio amico estivo Dyd e ho proseguito con il tema caldo del momento.

 

Troverete i risultati di una nuova ricerca sul tema ed un link molto curioso ad un video che tenta di spiegarci con carta e penna cosa sono i social network! esperimento molto interessante e direi che l'obiettivo dell'autore è stato raggiunto. E a proposito dell'autore The Common Craft Show, andate a curiosare di chi si tratta, troverete il risultato di un interessante metodo per rappresentare i concetti con strumenti e linguaggi molto semplice ed efficaci.

 

Prestate loro attenzione!

Keywords: curiosità, nova24, social network, the common craft show, ilsole24ore

Posted by luca.zambrelli at 08:29 | 0 comment(s) | Send to a Friend

August 07, 2007

 


Marketing Profetico - Survey sui Social Networks Worldwide - n.12/2007

Oggi ho ricevuto una interessante comunicazione da An De Jonghe "...Dear networking contact, In the past few months you have sent me input for my book "Social Networks Around The World: How is Web 2.0 changing your daily life?", either in the form of data regarding your social network, an essay or help with my survey.".

 

Vi rimando direttamente senza aggiungere altro all'interessantissima Survey sui social netoworks worldwide qui.

Keywords: blog, blogger, linkedin, social network, survey social networks, viadeo, web2.0, xing, an de jonghe

Posted by luca.zambrelli at 15:02 | 0 comment(s) | Send to a Friend

August 03, 2007

 


Marketing Profetico - i giornalisti ed i blogger - n.11/2007

Oggi ho trovato un post molto interessante che commentava un articolo pubblicato nell'inserto del sole24ore Nova24 sull'argomento del passaparola online. Dal discorso ho estratto una battuta "I blog impongono una dialettica collaborativa, all'insegna dell'ascolto" e riprendendola ho voluto aprire un argomento sul futuro dei giornalisti e dei blogger.

 

Partendo dalla battuta non mi trovo daccordo sul fatto che i blog impongano.

I blog semmai scardinano le vecchie logiche favorendo dialettica, collaborazione e aumentano la velocità informativa critica e sociale.

 

Gli strumenti che il web2.0 sta introducendo nella comunità web stanno scardinando le regole impositive che altri media possiedono e addirittura hanno cavalcato a loro favore, governando la comunicazione. I blog sono il mezzo attraverso il quale giungeremo ad un'epoca nuova del giornalismo. Un giornalismo sociale, pubblico e "prosumer"!

 

Si capisce che non sono un gran simpatizzante del giornalismo! esatto, parlo di quello che produce attualità, economia e cronaca! quello nato per rispondere alla necessità di vendere! quello consumato dalla stessa volontà di avere audience.

 

I blog non hanno questa necessità. Per ora! Forse sarà il caso di interrogarci su come si evolveranno domani. Ma la mia è solo povera retorica. Fino a quando le logiche sociali si baseranno sul denaro, a sostenere la qualità dei prodotti, dei servizi e dell'informazione potrà agire solo la morale e l'etica delle persone. Speriamo che la società produca sufficiente valore perchè possano riemergere questi principi. Profeticamente penso che perchè questo possa succedere dovrà migliorare la qualità della vita e dovremo stringere la forbice sociale tra ricchi e poveri. Dovrà riemergere la classe borghese che questi anni ci han portato via!

 

Un saluto di buone ferie a tutti i blogger!

Keywords: blog, bzzers, futuro blog, futuro giornalismo, giornalismo, giornalisti, ilsole24ore, marketing profetico, nova24, passaparola, web2.0, blogger

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July 30, 2007

 


Marketing Profetico – Perchè c’e’ bisogno di “rompere il ghiaccio” - n.10/2007

Quando sento parlare di “povera italia” e di “poveri imprenditori”, alla mente tornano i ricordi di tanti sacrifici e di tanti tristi e cupi momenti in cui mi sono trovato, abbagliato da quello che intorno notavo in fatto di opulenza e ostentatezza. Dalla Provincia a Milano. Erano gli anni novanta e le mie prime esperienze imprenditoriali.

 

“Rompere il ghiaccio” è il titolo di questo mio periodo lavorativo e cercherò la sintesi per descrivervi meglio questo mio pensiero.

 

Lontani e poco coraggiosi per iniziare, curiamo e indaghiamo giorno dopo giorno i movimenti degli altri. Spesso guardiamo i grandi. Quelli che immaginiamo non abbiano e non si facciano troppi problemi ad investire. Meno di noi sicuramente. E dalle loro mosse traiamo spunto per i nostri primi passi. Senza coraggio, ma copiando ci modifichiamo e adattiamo le nostre aziende alle novità che altri ci suggeriscono. Speriamo siano spunti e idee innovative, di successo. Non crediamo diversamente. D’altronde senza coraggio abbiamo bisogno di qualcuno che “rompa il ghiaccio” e ci faccia strada perchè non è importante essere i primi alla partenza. E’ importante arrivare primi in fondo. E serve esperienza. Perseveranza. Fortuna. Ma ancora prima serve il coraggio.

 

“Rompere il ghiaccio” è il mio motto. Lo è almeno in questi due ultimi mesi. Dopo tante idee, una più di tante altre, mi rendo conto che senza la possibilità di posizionarle purchè si crei competitività non ci sarà modo di rompere le indulgenze a favore di concrete e sane incoscienze che diversificano il modo di fare di business e di adattarsi ai cambiamenti in moto.

 

“Rompere il ghiaccio” caro Andrey è la prima necessità che ha questa Italia. Nella quale c’e’ bisogno di creare diversità. Guarda la Fiat. La Barilla. La Geox. I Dolce&Gabbana. E osservali nel tempo. Guarda quanto hanno promosso la loro voglia di diverso. Favorendo l’innovazione nascosta e futura. E osserva poi chi è morto arrotolandosi intorno le proprie anguste idee. In Italia serve coraggio. Coraggio per correre lontano. Là dove pochi sono giunti prima. Là dove ci spetta tornare a occupare un ruolo importante. Come lo occupavamo anni fa.

 

Pensavamo che la politica potesse essere da stimolo per giungere in “quel posto che c’e’!”. Ma ci siamo sbagliati. Il coraggio è dentro di noi. Noi giovani. Noi manager. Noi imprenditori. Venture capital. Capitani di banca e investitori. Noi che apparteniamo al sistema. Colleghiamoci. E... alimentiamo la voglia di “rompere il ghiaccio”.

Keywords: depressione imprenditoriale, dolce&gabbana, fiat, geox, luca zambrelli, marketing profetico, milano, rompere il ghiaccio, successo, barilla

Posted by luca.zambrelli at 21:14 | 2 comment(s) | Send to a Friend

June 12, 2007

 


Marketing Profetico - Attentare l'advertising! la presentazione di Marzio Bonferroni al Club Milan In in occasione del Presenta te stesso del 5 giugno - n.09/2007

Io: "Buonasera Bonferroni, il piacere è mio! ben trovato."

Lui: "Buonasera!? sarà una bellissima serata, si sente nell'aria. Intanto mi dia del 'tu'."

Io: "Grazie per aver accettato di partecipare..."

Così ho conosciuto Marzio. Non sapevo nulla di lui aldifuori di quello che avevo letto in occasione dell'evento che ci attendeva in Milan In. Qualcuno mi aveva avvertito con qualche anticipazione del tipo "... ma tua sai chi avrete come ospite? un PERSONAGGIO della comunicazione!... non dirmi che non lo conosci?" ed io "no non lo conosco, ma non credo possa essere significativo il fatto che io non ne abbia sentito parlare.". Per me non conoscere persone del calibro di Marzio non è un'offesa personale od un attacco alle mie competenze professionali. Il marketing non è la mia professione, tantomeno la comunicazione. Entrambe rappresentano per me una passione che coltivo personalmente ricercando nelle loro forme passate e presenti il metodo per fare business.

Torniamo a Marzio partendo da come lui si è voluto presentare "l'attentatore culturale del settore dell'advertising classico, con le sue teorie sulla pubblicità necessaria, ma non più sufficiente a generare relazione misurabile e fidelizzazione con i diversi stakeholder.".

La carriera di Marzio Bonferroni è ricca di successi ottenuti negli anni sacrificando le convenzionalità e ricercando nella verità il significato di fare comunicazione efficace e di successo. Non si tratta per Marzio di essere anticonformisti. Il suo metodo di interpretare la strategia di comunicazione si è basato sempre sulla proposta di innovazioni creative e "incoscienti" in controtendenza con le tradizioni e le "abitudini" di un mercato, l'advertising, immobile. Tra pubblicazioni, comunicazioni di successo, idee innovative e corsi universitari, Marzio ha costruito la sua cultura di comunicatore e le sue idee gli hanno fatto guadagnare il termine di "attentatore culturale". Sicuramente sentendolo parlare della sua professione si percepisce che in lui è viva e forte la propensione a fare consulenza più che del vendere. Ed un buon consulente prima di tutto deve fare l'interesse del proprio cliente esercitando la sua professione stabilendo obiettivi da raggiungere nel rispetto delle regole del gioco. Ad un consulente spesso si chiede di decidere per conto di qualcuno. Ad un consulente si chiede di ragionare partendo da visioni esterne, libere dalle costrizioni aziendaliste ed alternative alle strategie aziendali. Marzio Bonferroni nella sua carriera si è occupato di proporre decisioni e soluzioni innovative nell'advertising, stravolgendo a volte le regole del gioco ma raggiungendo gli obiettivi prefissati.

Mentre parlava, leggevo tra le frasi la parola PASSIONE. Come la benzina per un motore, la passione di Marzio per il suo lavoro gli ha permesso di guardare oltre a tal punto da creare una visione del fare comunicazione di tipo multicreativa. Nelle sue affermazioni ho trovato quello che in una persona come me è stato stimolo per vedere con molto senso critico l'advertising. Privo di iniziative degne di essere considerate. Debole e con manager che non vogliono rischiare. Dal mio piccolo e modesto osservatorio osservando l'advertising outdoor dei media e degli editori lo vedo vecchio, fermo e ancorato alle tradizioni. Sentendo parlare Marzio ho capito che le cose stanno proprio così. L'advertising è in un momento cupo, nel quale si sta dando troppo spazio al "populismo comunicativo" a scapito della fantasia e della creatività emozionale. Cambiare oggi significa correre dei rischi. Probabilmente i grandi media non sentono l'esigenza di modificare la loro strategia. I piccoli ci provano, ma sono schiacciati e non riescono ad emergere con le loro idee. Sono le solite situazioni del mercato, le idee buone spesso vivono nelle piccole realtà e le grandi le comprano a caro prezzo. Il problema è che queste piccole realtà vanno alimentate ed aiutate nella prima fase, quella in cui si crea facendo laboratorio, ricerca e sviluppo.

Ma torniamo all'argomento del post. L'advertising oggi è sufficiente? sfrutta a fondo la situazione sociale attuale? è efficace? dico di no anche se le situazioni stanno mutando e l'advertising si sta integrando con altre forme di pubblicità e di comunicazione, cercando altrove la sua evoluzione. Marzio lo dice da tempo, e sembrerebbe che solo da poco qualcuno gli stia dando retta. Perchè è importante, come dice lui, misurare la Human Satisfaction riprendendo il contatto con l'uomo. Tutto deve tornare ad avere un contatto di reciproco scambio con l'uomo, inteso come consumatore e utilizzatore. Tutto deve orientarsi alla teoria two-way. Dare e ricevere. Equilibrando i valori, consapevoli che l'uomo oggi è al centro del sistema e da solo si è guadagnato questa posizione e se vogliamo comunicare con lui, prima di tutto dobbiamo rapportarci al suo essere, al suo profilo. Il cliente oggi è una figura intelligente, consapevole e ragionatrice. Esiste ancora l'acquisto di impulso, ricco di emozioni concentrate in un breve istante. Ma sempre più sta prendendo spazio quello che io definisco l'acquisto emozionale-ragionato, nel quale si vivono moltissime emozioni da tutti i punti di vista in più tempo. Dalla ricerca del risparmio alla configurazione del prodotto, dalla scelta del negozio alla ricerca dei dettagli commerciali. Ragionato perchè si cercano informazioni che diano valore alla scelta del prodotto. E oggi internet permette ad un consumatore di trovare informazioni di ogni tipo di qualsiasi prodotto presente sul mercato. In una società come la nostra che produce e cerca notizie e informazioni di qualunque genere, l'advertising ha la necessità di ritrovare un ruolo che dia maggiore valore aggiunto all'esperienza di acquisto.

Nel frattempo se volete approfondire il tema potete acquistare il libro scritto da Marzio dal titolo "La nuova comunicazione di marketing" edito da Tecniche Nuove, presto disponibile per i soci di Milan In a condizioni di maggiore favore.

Qualcuno è già avanti, o come dice un amico è davanti.

Keywords: human satisfaction, luca zambrelli, marketing, marketing di prossimità, marketing profetico, marzio bonferroni, proximity, tecniche nuove, two-way, web 2.0, web2.0, comunicazione

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June 11, 2007

 


Marketing Profetico - Un nuovo o vecchio marketing, quello di prossimità? - n.08/2007

Quando si parla di nuovo ci immaginiamo di avere di fronte qualcosa che non abbiamo mai "conosciuto" o saputo fosse mai "esistito".

 

Nel marketing, come in altro, nuovo o vecchio è solo un concetto relativo riportabile ad una situazione temporale. Tendenze e mode si intrecciano nei tempi modificando le loro espressioni ed i loro stili, prendendo dal passato e riportando al presente, sognando il prossimo futuro. Ma, aspetti vicini al tempo, contrastano le teorie riportando all'attenzione del marketing nuove possibili fenomonologie.

 

Qui parliamo di marketing di prossimità.

Partiamo da buoni "intenditori" dalla sua (la mia) definizione. Si tratta di una espressione del marketing che declina le sue forme e azioni in una area territoriale circoscritta ad un perimetro in cui racchiude in un insieme di valori contraddistintivi il suo target. Non è territoriale perchè comunica al territorio. E' territoriale perchè comunica SUL TERRITORIO, utilizzando mezzi e modalità che si adattano all'area in cui è circoscritta la sua azione. Non ha un target definito. Si muove adattandosi al territorio e al target che vive nell'area.

 

Il mix tra necessità del mercato (1) e fenomeni sociologi (2) ha dato "benzina" al marketing di prossimità. 1) il mercato sente la necessità di avvicinarsi e di calarsi sempre più nella vita del customer. "crea e investe" nelle comunità per raggrupparle e tenerle sotto controllo. Le studia e ne influenza i comportamenti di acquisto. 2) la società degli acquirenti, dal canto suo, si è trovata tramite le tecnologie al centro di un sistema che gli permette di evidenziare le proprie necessità a favore di risposte che a volte si scoprono vicine, altre volte tardano ad arrivare.

 

L'efficacia di questa metodologia la stiamo scoprendo in questo periodo. Il mercato dei provider di idee, contenuti e di tecnologie sta nascendo ora ma già troppe sono le società che in maniera disordinata e senza molta fantasia sono nate sfruttando la tecnologia attuale per "sparare" messaggi testuali sui cellulari. Speriamo che qualche "illuminato" si svegli e unisca capacità di comunicazione a tecnologia. E' fondamentale dare qualità a queste nuove forme di comunicazione perhè possano essere efficaci e convincenti. Gli investimenti non tarderanno ad arrivare. Ad oggi i pochi esperimenti che conosciamo sono ancora poveri perchè si possano fare previsioni. Ma se manteniamo al centro dell'attenzione la posizione centrica del customer e la necessità di avvicinarci alla sua "vita" e alle sue esperienze possiamo immaginare che del marketing di prossimità ne sentiremo parlare molto da qui in futuro.

 

Qui trovate qualche ulteriore commento su questo argomento. Molto altro lo diremo insieme nei prossimi post, ma nel frattempo proprio perchè non ci sarebbe migliore occasione di questa (un nuovo che avanza) vi lascio con un paio di pensieri che rincorrono i miei movimenti imprenditoriali da qualche anno: in primis è fondamentale conoscere ed analizzare la società degli acquirenti per promuovere una politica del fare intelligente ed efficace E in secondo promuoviamo il merito per fermare le improvvisazioni, spengono le potenzialità e ritardano il progresso.

Keywords: AISM, andrea de marco, blog marketing di prossimità, luca zambrelli, marketin reloaded, marketing, marketing profetico, marketing prossimità, marketing reloaded, web 2.0, Associazione Italiana Marketing

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May 20, 2007

 


Marketing Profetico - "cosa ne sarà del lusso" ...tornando dall'evento Italian Style nell'ambito del World Marketing & Innovation Forum - n.07/2007

Ad un certo punto si è parlato di lusso. Non avevamo ancora discusso di "italian style... mito o realtà" che ci siamo accesi tutti, chi poi con maggiore convinzione di altri, su una serie di affermazioni sul significato di lusso.

 

Tornerò a parlare del convegno e del WMF presto.

Ma ora altro mi ha attirato in direzione del mio blog.

Sarà che alla parola lusso non sono mai riuscito ad andare oltre a quello che tutti i dizionari riportano. Oppure perchè vedo il lusso una targa di qualcosa che è per definizione inaccessibile. Un tormento di valori che lo fanno desiderare e che non portano a nulla, se non ad una continua ed inarrestabile ricerca di qualcosa di unico e bello. Parliamo sicuramente di valori relativi. Individuali per sè ma anche per la cultura e per la società che intorno ci accompagna. Non ricordo di aver sentito da nessuno dare una giusta affermazione di ciò. Ci siamo tutti persi dietro prodotti e brand, come se lusso significhi per forza ferrari, breguet ecc...

 

Prendiamo un binoccolo.

A destra il consumatore e a sinistra il mercato.

 

Iniziamo da destra. Corre e rincorre il prodotto che gli trasferisce ai limiti delle sue volontà e del suo potere di acquisto la quantità maggiore di emozioni (ricordiamo che tra amore e sofferenza, la seconda è molto più forte). Lo trasferisce virtualmente nel suo contesto. Lo cerca e fa fatica, gli chiedono di attendere, questione di tempo e sa di non poterlo comprare. Alla fine lo ottiene. Lo usa, lo adora e poi lo spolvera. Avanti un altro e prosegue il suo cammino, intrecciando voleri suoi e aspirazioni sociali. Prosegue, incrementa la storia del suo lusso che lo circonda.

 

Ora guardiamo a sinistra.

Il mercato. Apparentemente passivo osserva i consumatori. Mixa le mode con previsioni sul futuro. Cerca di anticipare l'oblio dei desideri e riserva loro le magnificenze di un futuro inaccessibile ma raggiungibile (che squallido controsenso). Crea liste di attesa, prodotti che non esistono e che arriveranno (2, 4 o forse ci vorranno 6 anni), mode e desideri, sogni e previsioni. Inquina di comunicazione le comunità. Lasciando loro l'oggetto di amplificazione (tipping mode). Poi, esausto soddisfa il consumatore. Non contento, nel frattempo ha già "venduto" il prossimo... sogno!

 

Ora apriamo entrambi gli occhi e guardiamo ciò che ci si mostra di fronte.

Il Lusso? lo perderemo ma succederà tra molti e molti anni. Ora godiamocelo. Studiamolo perchè il marketing possa guardare da sinistra a destra facendo la fortuna dei suoi comunicati.

 

ORA... lascio voi guardare con il binoccolo!

Keywords: Andrea Boaretto, Associazione Italiana Marketing, Giuliano Noci, LinkedIN, MIP, Marketing Reloaded, Nielsen, luca zambrelli, marketin reloaded, marketing, marketing profetico, marketing reloaded, politecnico di milano, web 2.0, AISM

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May 13, 2007

 


Marketing Profetico - La pubblicità unico sostegno dei ricavi? - n.06/2007

Già da quando avevo i calzoncini corti mio padre era solito dirmi "luca! ricordati, la pubblicità è l'anima del commercio!" e qualcuno vi aggiungeva "male, ma che se ne parli!". Se non fosse che da un socialista sindacalista mi sono sempre aspettato altro, di dubbi su tale affermazione non ne ho mai avuti. Io stesso fin da piccolo ero succube e soggiocato nelle scelte da ciò che la pubblicità televisiva era più brava a "vendere" alla mia mente.

 

Oggi ho sentito affermare da alcuni che in certi modelli finanziari ed economici la pubblicità pur non core-business delle aziende, ne sostiene non solo il successo ma ne è anche la principale fonte di ricavi.

 

Entrando con maggiore convinzione sull'argomento c'e' da evidenziare che nel caso della ricerca del successo, l'azienda compra pubblicità per farsi conoscere e influenzare gli acquisti (pubblicità=costo diretto) mentre nel caso della vendita dei suoi "spazi", ottiene dalla pubblicità ricavi (pubblicità=ricavo diretto). Si tratta di due cose differenti ed oggi più di ieri rappresentano le due facce di una stessa medaglia. In una società come quella attuale dove comunicare "efficacemente" spesso significa "avere successo", fare pubblicità è mandatorio.

 

Ma la pubblicità cos'è? La pubblicità è una azione strategica di comunicazione che usa mezzi e strumenti trainati da un SOGGETTO (brand, prodotto, servizio, people) per "vendere e/o influenzare" i consumatori spingendoli ad usufruire e/o acquistare. Qualcuno semplificando definisce la pubblicità "l'arte di convincere i consumatori." .

 

Tornando alla domanda, ci sono business che vivono solo di pubblicità! e ci sono business che stanno per nascere e che prospettano come unica o principale fonte di ricavo la pubblicità. Al convegno Sharemedia ho assistito ad un intervento deciso da parte di una giornalista che in disaccordo con i presenti cercava di creare spazio al dubbio che il modello "pubblicità=unico ricavo" potesse durare ancora. Ovviamente lo spazio che sembrava avviare una nuova discussione è stato chiuso subito lasciando la domanda sola a se stessa. Io l'ho raccolta! del perchè lo capirete più avanti!

 

Prendiamo ad esempio gli editori online. Fino a quando non convoleremo verso due fattori chiave, l'abbandono della carta a favore dell' e-content ed un modello economico con-vincente per la valorizzazione dell'informazione, gli editori online faranno fatica a sostenere gli investimenti. Investimenti che oggi si appoggiano soprattutto o solo sulla vendita della pubblicità. Non vorrei che pensaste che la domanda nasconde un so' che di negativo nei confronti della pubblicità. La mia non è una denuncia velata è solo una riflessione. La qualità delle informazioni non è minacciata dalla pubblicità che veicola. Bensì sono le aziende che poggiandosi su un modello così povero e rischioso, devono trovare velocemente strade e soluzioni per evitare la debacle.

 

Su questi argomenti è possibile trovare interessanti spunti nel libro "Il nuovo libro della pubblicità - I segreti del mestiere" di Luis Bassat e Giancarlo Livraghi edito da Il Sole 24 ore nel novembre 2005. Chiudo con una famosa battuta di Franklin D. Roosevelt del 15 giugno 1931, in un discorso all’Advertising Federation of America, «Se ricominciassi la mia vita, credo che preferirei lavorare in pubblicità che in qualsiasi altra professione. Perché la pubblicità è arrivata a coprire l’intera gamma delle esigenze umane; e unisce autentica fantasia allo studio profondo della psicologia umana. Poiché porta a un gran numero di persone la conoscenza di cose utili, la pubblicità è essenzialmente una forma di educazione... Il generale miglioramento delle condizioni di vita nelle civiltà moderne sarebbe stato impossibile senza quella conoscenza di livelli più elevati che è diffusa dalla pubblicità».

 

Keywords: alfonso isotta, business television, doubleworld, giancarlo livraghi, il nuovo libro della pubblicità, il sole 24 ore, iptv, luca zambrelli, luis bassat, marketing, marketing di prossimita, marketing profetico, pubblicità, sharemedia, webtv, btv

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April 22, 2007

 


Marketing Profetico - Evento Sharemedia "Web Tv: l'audiovisivo ha voglia di interattività" presentato da Carlo Massarini in collaborazione con Doubleworld - n.05/2007

Stavolta niente pillole, i piedi sono rimasti a terra presso l'Auditorium del Centro Congressi Assolombarda in Via Pantano, 9 per partecipare ad un nuovo appuntamento.

 

Da qualche mese, forse ho perso il conto, è quasi un anno che mi guardo intorno in attesa del tour americano che mi attende tra agosto e settembre e tutto ciò che parla di audio e video digitale funge in me da richiamo della foresta.

 

Si tratta di un deja-vue, ogni volta torno ai miei primi lavori e alle mie prime esperienze professionali quando sognavo con gli occhi immobili osservando lo schermo della mia workstation grafica (Intergraph). Come se fossimo stanchi di leggere e come se i nostri sensi, parlo dell'udito e della vista, si fossero destati di colpo, oggi siamo assetati di video! e ovviamente di audio. Forza di youtube e dell'ipod.

 

Allora eccomi qua pronto a partecipare ad un nuovo appuntamento in cui parleranno di "Web Tv: l'audiovisivo ha voglia di interattività".

 

Il percorso di questo evento prevedeva gli interventi di:

    • Renato Parascandolo, Assistente del Direttore Generale, RAI
    • Matteo Mille, Direttore Divisione Server Tool, Microsoft Italia
    • Fulvia Fazio, Responsabile Comunicazione Interna e Web Content, Enel
    • Luigi Conti, Direttore Divisione Internet, Editoriale Domus
    • Andrea Maffini, Direttore Generale, Unicity
    • Michele Ficara, Presidente e Fondatore di Assodigitale
    • Marco Canella, Interactive Manager di Publicis Dialog

 

Innanzitutto, cos'e' la web-tv?
Guardiamoci intorno! internet oggi "porta nella sua rete" quel bellissimo e dannatissimo mondo che per anni è stato il focolaio di molte famiglie, la tv. Aggiungiamoci poi le tecnologie, la necessità di comunicare sempre e ovunque, la "ferocia" del marketing che cerca di opprimerti offrendoti sempre qualcosa. Ed eccoci arrivati qui. Alla iptv, alla business television, al digital signage e al marketing di prossimità e indoor/outdoor.

 

Mediolanum già a fine anni '80 possedeva una tv interna che comunicava ai propri dipendenti. Avevano già una Business Television, ossia un canale TV interno all'azienda che si occupava di dare informazioni in qualsiasi forma (telegiornale, comunicati audio/video, interviste spot, ...) ai dipendenti. Tutto trasmesso rigorosamente in circuito chiuso e accessibile solo attraverso i tv-color distribuiti nelle direzioni centrali e nelle filiali.

 

Oggi tutti coloro che si occupano di comunicazione si pongono nuovi interrogativi intorno ai quali scatenare analisi e scenari: quali linguaggi adottare? e come collocarli partendo dal contenuto, dal supporto o dal target? come sostenere gli investimenti? che modello di business adottare? come e se interagire con il fruitore?

 

Queste sono solo alcune delle domande che hanno dato poi origine alle riflessioni del convegno. In generale si è percepito ancora una volta il senso di novità che pone la mente dell'uomo in acuta osservazione degli eventi passati e presenti per disegnare il futuro. E come per tutte le novità, marketing e comunicazione trascinano nuovi paradigmi cercando di imporre linguaggi e definizioni prima di altri.

 

Andando al cuore degli argomenti, sono rimasto colpito positivamente dalle seguenti affermazioni:
1. in passato si sono sviluppati molti contenuti monomediali... - oggi il contenuto è unico per tutti i supporti ed i canali...
2. concetto di youtube = jukebox = modello "sistema telefonico" (infrastruttura fornita dall'operatore telefonico e contenuti forniti dall'utente)
3. in forma metafisica la RAI in 50 anni di lavoro ha creato la più grande comunità ma non ha saputo oggi ricollocarsi nei nuovi media e sfruttare questo patrimonio
4. gli editori oggi devono ricollocare la propria attenzione verso i nuovi media riaffermando l'autorevolezza dei propri contenuti rispetto il dilagarsi di nuove forme di informazione online (blog, forum, video amatoriali, ...)
5. il modello di business ruota ancora una volta intorno la pubblicità

 

Vi lascio soli a riflettere, come ho fatto io, su queste 5 affermazioni aggiungendo che il problema VERO e CONCRETO al quale tutti gli operatori stanno cercando di dare una risposta è "come ricollare la propria identità nel mercato rispetto contenuti, tecnologia, linguaggi e supporti/canali" lasciando di DIRITTO il cliente al centro del sistema. Parlo di DIRITTO perchè stavolta ce lo siamo guadagnati questo ruolo grazie alla libertà che il sistema internet ci ha fornito. Provate a togliercelo e troverete le risposte alle vostre domande. Perchè quello che ci ha spinto lì e ciò che dovrete capire per recuperare la vostra identità!

 

Passo e chiudo, lasciandovi soli a riflettere.
Ringrazio tutti ed in particolare Doubleworld ed il suo Amministratore Delegato Alfonso Isotta per l'invito.

 

Alla prossima, "il modello di business ruoterà ancora una volta intorno la pubblicità?".

 

Keywords: alfonso isotta, business television, carlo massarini, digital signage, doubleworld, iptv, luca zambrelli, marketing, marketing di prossimita, marketing profetico, michele ficara, rai, renato parascandolo, sharemedia, webtv, btv

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April 12, 2007

 


Marketing Profetico - I migliori 50 prodotti hi-tech di tutti i tempi, ma domani… - n.04/2007

 

Se mi avessero chiesto cosa avrei votato io, avrei risposto senza particolari dubbi il web.

Ma trattandosi di prodotti, forse avrei proprio nominato NETSCAPE. Si! Perché è stata la prima "porta" attraverso la quale siamo entrati in rete e abbiamo iniziato a navigare in questo mare di informazioni e dati fatto da persone di qualunque nazione e di ogni dove. Un pianeta libero, con regole fatte dalle persone stesse che lo popolano, abitato da persone di tutti i tipi ma soprattutto gratuito. Non chiede nulla! Vi offre quello che ha. Non voglio cadere in falsi moralismi o perdermi in un inutili chiacchiere e condire di metafore il mio commento, ma mi piace pensare che sia un mondo a parte! Tornando al titolo di questo numero 4, ho pensato visto l'anima profetica che vive in questo blog, ma quali saranno i prodotti hi-tech o le future invenzioni che popoleranno questo futuro prossimo?

 

Ogni tanto mi dico che da inventare su questo pianeta c'e' ancora poco, almeno a livello hi-tech o forse che le vere novità nasceranno quando avremo la convergenza tra uomo e macchina, cosa tra l'altro non proprio dietro l'angolo ma quasi. Ma fino ad allora cosa ci venderanno… oggetti pieghevoli, indistruttibili, piccolissimi che faranno le stesse cose di oggi? credo invece che la chiave del futuro sarà proprio far diventare ciò che già conosciamo più intelligente di quanto lo sia per natura propria e sempre più integrato con il mondo che ci circonda.

 

Cosa intendo per "più intelligente di quanto lo sia per natura propria"?

L'IPOD del futuro, ad esempio, cosa potrà fare? Aldilà del telefono, della musica, radio, video, ecc… Beh, se fosse intelligente e diventasse il migliore conoscitore di noi stessi potrebbe scegliere le musiche in base al ns umore, accendere le proprie funzioni in corrispondenza dei nostri comportamenti e dell'ambiente che stiamo frequentando, potrebbe registrare i rumori quando sente delle parole che possono accrescere le ns banche dati, potrebbe domani essere comandato dai nostri sensi. Potrebbe ad un nostro comando nervoso cercare informazioni e fornircele. Potrebbe fare tante altre cose ancora. Quante? Se fosse intelligente tutte quelle che l'ambiente circostante gli permetterebbe! Potrebbe evolvere con noi. Potrebbe raccontare la nostra storia, la nostra vita! Non un semplice registratore audiovisivo ma una nostra estensione.

 

Perché ho pensato a questo? Semplice. Perché ho visto e tocco con mano tutti i giorni i nostri limiti di uomini. Lavoriamo in multitasking, cooperiamo in uno, due o molti. Scambiamo informazioni, dati convulsamente in grande quantità. Il tutto limitato dal ns essere uomini, per cui limitati dall'età, dalle energie e dalle capacità che abbiamo. Ma se avessimo un compagno hi-tech che istruito da noi nel tempo, magari fin dall'infanzia, espandesse e supportasse le nostre funzioni? Diventeremmo il terreno su cui impiantare le nano tecnologie per lo sviluppo di nuove funzioni. Trasformeremmo in realtà i fantastici sogni-robot giapponesi, i cosiddetti cyborg. In alcuni videogiochi vediamo già soldati militari combattere e servirsi di armi tecnologicamente avanzate, integrate con le tute, con i sistemi visivi, in grado di comunicare con tutte le forze armate, con funzioni per mimetizzarsi, nascondersi e addirittura potenziare le funzioni cerebrali. Se tutto questo poi, un domani, dovesse riuscire a entrare nella vita quotidiana cosa mai potrebbe diventare? Vedo in quel momento la nascita dei nuovi prodotti rivoluzionari ad alto valore aggiunto che modificheranno di nuovo la nostra vita. Forse qualcuno la migliorerà. Altri la peggioreranno. Avremmo sempre tra di noi i tradizionalisti che rimpiangeranno i campi di fiori, i libri di carta, i bar e i post-it. Saranno sempre di più gli avanguardisti che semineranno "nuovi sentimenti" e nuovi mood. Sarà la rivoluzione dell'uomo, la sua trasformazione, la sua nuova evoluzione.

 

Allora tra cinquanta anni risponderò: "se NETSCAPE nel 2007 fu giudicato il primo tra 50 dei migliori prodotti hi-tech di tutti i tempi, oggi non potrò che votare I-LIFE della MicroApple. Nato nel 2033 da una invenzione di Bill Jobs e Steve Gates nei laboratori di MicroApple, viene impiantato nel corpo dei bambini dall'età di 4 anni con attive tutte le funzioni sensoriali. I-LIFE cresce con VOI, impara a conoscervi e contribuirà nel tempo a fornirvi informazioni e dati dialogando direttamente con la vs mente. I-LIFE è integrato con i sistemi informativi del pianeta e vi fornirà funzioni territoriali e spaziali di interazione. I-LIFE oggi è usato da oltre 2 milioni di persone. Le sue estensioni motorie vi permetteranno di abilitare funzioni di interazione simili a quelle permesse dalle vs braccia…" - mi fermo qui.

 

Che direzione prenderanno i grandi e geniali ingegneri del futuro quando si troveranno di fronte le idee e gli strumenti per trasformare l'uomo? Lo faranno non curandosi come oggi delle interferenze che alimenteranno nelle persone? Si! Andranno avanti ricercando la perfezione del pensiero tecnologico a scapito della personalità e del cuore dell'uomo.

 

Il prodotto hi-tech di domani passerà da qui.

Keywords: hitech, i-life, ilife, ipod, luca zambrelli, marketing, marketing profetico, prodotti hi-tech, tecnologie, hi-tech

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April 01, 2007

 


Marketing Profetico - Convegno al Politecnico di Milano, organizzato dal MIP e AISM: Marketing Reloaded (libro di Andrea Boaretto) n.03/2007

Marketing Reloaded.

Il nome mi ha subito ricordato il film cult! Anche se tra matrix e marketing ci sono un po' di differenze, il senso della parola "reloaded" è azzeccatissimo. Nel marketing abbiamo preso coscienza del cambiamento e ci stiamo "caricando" per iniziare una nuova fase. Ma il processo non è ancora terminato e non terminerà mai da ora in poi, la lezione è servita. Meglio il "present-continuous".

2007, venerdì 30 marzo - Convegno Marketing Reloaded.
All'ingresso potevo scegliere se prendere la pillola blu o quella rossa. Cosa fece NEO?! non lo ricordo e nel dubbio non ho preso niente e sono entrato. Da lontano mentre mi avvicinavo alla prima fila sentivo parlare di 2, 2.0, web, second life, social network, media, enabling, engaging, empowering... mi sembrava di essermi loggato su qualche pianeta online, in qualche blog a pagamento (non ne esistono!?), invece sono a MILANO, al MIP in via Ampèrè al numero 2. Sono ad un convegno che prende il nome dal libro di Andrea Boaretto. Ci parleranno di co-creare un’esperienza di marca personalizzata con il cliente, governare e gestire il fenomeno delle comunità di clienti, gestire una politica di marca sempre più interattiva e multicanale, rivedere il communication mix verso nuovi media controllati e gestiti dagli utenti.

Innanzitutto WEB 2.0: "Cosa sta succedendo?". Ci stiamo muovendo, anzi sono anni che siamo in movimento, forse come naufraghi dispersi e colti improvvisamente da una tempesta di informazioni e di dati, ci siamo trovati soli, impauriti. Abbiamo cercato un riparo e ci siamo fermati. Ad osservare. I più coraggiosi sono usciti allo scoperto. Qualcuno è tornato indietro. Altri hanno perso l'orientamento e non sono più tornati. Noi li aspettavamo perchè ci raccontassero cosa stava succedendo. Alla fine, uno tornò e ci parlò di nuovi spazi, dove potevamo scegliere, connettere, dare, prendere e vivere nuove esperienze. Le stesse cose potevamo organizzarle noi nei nostri spazi e nei nostri tempi. Il tutto con la stessa libertà che fino ad oggi ci aveva portati a navigare per monti e per mari. Guardammo fuori e tra chiari e scuri decidemmo di riprovarci. Il passato non ci spaventava. Il presente era stanco, stanco di poltrire e sognare.

Spero di non avervi deviato troppo con questa metafora, la mia immagine del WEB 2.0. Sono cambiati gli strumenti, cambieranno le forme, i contenuti ed i valori. Ma soprattutto cambierà l'interazione che avremo con l'ambiente digitale. Ci stiamo integrando se pur piano con il mondo elettronico e informativo che ci circonda. Non so se convergeranno tutte le tecnologie e se diventeranno sempre più piccole. So che saremo noi a volere sempre più portabilità, immediatezza ed efficienza. Si perchè siamo noi a scegliere e l'ambiente che ci circonda anche se non vogliamo crederci, si sta adattando alle ns esigenze. Ed il Marketing in tutto questo? Beh, a queste riflessioni aggiungo con piacere ed entusiasmo i pensieri riportati da coloro che durante il convegno sono intervenuti. Parlo del Prof.Noci (Ordinario di Marketing Politecnico di Milano e socio fondatore di MetalC), di Arturo Dell'Acqua Bellavitis (Direttore, Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda, Politecnico di Milano), di Pietro Dotti (Presidente ed Amministratore Delegato, JWT Italia), di Franco Giacomazzi (Presidente, AISM - Associazione Italiana Marketing), di Paolo Paolini (Direttore, HOC-Lab (Hypermedia Open Center), Politecnico di Milano), di Pietro Scott Jovane (Country Manager, Microsoft Online Services Group in Italia) e di Cesare Valli (President & CEO, Hill & Knowlton Mediterranean Region).

A loro vanno i complimenti per come sono riusciti con semplicità ed efficacia a trasferirci il senso del "cambiamento in atto" in una "nuova forma sociale di interazione con l'ambiente". Il Marketing ancora una volta è arrivato dopo e sta cercando di riposizionarsi e trovare una sua collocazione intorno al cambiamento in atto. Cerca strade per deviarlo e portarlo verso le proprie scelte. Ma questa volta sarà diverso. Da quando abbiamo iniziato a capire che la tecnologia era pronta ma non lo eravamo noi... noi utenti! e noi imprenditori e manager perchè non sappiamo ancora come adoperarla... e corriamo dietro a tutto! Cosa facciamo? occupiamo come gli animali gli spazi. E così oggi creiamo aziende per produrre contenuti. Cerchiamo le direzioni in cui farlo. Cerchiamo il mercato. Facciamo accordi, comunicati stampa ma poi? siamo e rimaniamo alla finestra ad osservare la società! come si muove? compriamo statistiche, log, pareri, informazioni, dati, indici... tutto quello che può aiutarci a PENSARE... a PENSARE AL FUTURO!

Il Marketing? avrà gli stessi compiti di ieri. Dovrà capire le tendenze, cavalcarle, ribattezzarle, riformularle e riposizionarle. Ma non sarà tutto come ieri. Oggi, in una società che ci permette di avere tutto, chiediamo EMOZIONI. Chiediamo di vivere con l'ambiente che ci circonda, sia che siano persone che cose, nuove ed emoziananti avventure. Forse sarà come scegliere il nostro partner! scegliere l'automobile, il cellulare, il libro, il cibo del cane, le calze ed il pull-over lo faremo scambiando emozioni. Colori, profumi, messaggi, modalità di interazione, sogni, emozioni... saranno il transfer verso l'acquisto. Ed in tutto questo non dimenticate il valore dell'uomo, perchè è proprio durante questo processo che lo stiamo riscoprendo, perchè delle "macchine" oggi sappiamo tutto e non ci spaventano più (o forse ancora - "io robots"). E partecipiamo alle comunità, sia online che "terrestri", con la voglia di socializzare e cercare persone con cui condividere le stesse emozioni, magari, spesso, scoprendone di nuove. Facciamo social networking. Come quando eravamo all'oratorio seduti sugli scalini all'ingresso. Per qualche anno la tecnologia ci ha "diviso", ora che abbiamo "capito" la stiamo utilizzando per riunirci.

Tornando al convegno. Si è parlato di tutto questo tra le "righe". Mentre scorrevano fiumi di parole, video e musica abbiamo percepito il momento, il cambiamento che vivremo in prima persona. Alcuni di noi vivono già queste emozioni ma non si sono mai fermati ad osservarle e a razionalizzarle. Forse è un bene! è meglio viverle che studiarle.

Per finire, ad Andrea invece voglio trasferire la mia personale invidia per avere mixato nel libro gli argomenti di cui sopra con la vera novità del momento, ossia questa "riscoperta dei legami sociali".

Dal mio "osservatorio" posizionato in MILAN IN un applauso.
A presto sui ns schermi.

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Posted by luca.zambrelli at 15:18 | 23 comment(s) | Send to a Friend

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