Marketing Profetico – Perchè c’e’ bisogno di “rompere il ghiaccio” - n.10/2007
Quando sento parlare di “povera italia” e di “poveri imprenditori”, alla mente tornano i ricordi di tanti sacrifici e di tanti tristi e cupi momenti in cui mi sono trovato, abbagliato da quello che intorno notavo in fatto di opulenza e ostentatezza. Dalla Provincia a Milano. Erano gli anni novanta e le mie prime esperienze imprenditoriali.
“Rompere il ghiaccio” è il titolo di questo mio periodo lavorativo e cercherò la sintesi per descrivervi meglio questo mio pensiero.
Lontani e poco coraggiosi per iniziare, curiamo e indaghiamo giorno dopo giorno i movimenti degli altri. Spesso guardiamo i grandi. Quelli che immaginiamo non abbiano e non si facciano troppi problemi ad investire. Meno di noi sicuramente. E dalle loro mosse traiamo spunto per i nostri primi passi. Senza coraggio, ma copiando ci modifichiamo e adattiamo le nostre aziende alle novità che altri ci suggeriscono. Speriamo siano spunti e idee innovative, di successo. Non crediamo diversamente. D’altronde senza coraggio abbiamo bisogno di qualcuno che “rompa il ghiaccio” e ci faccia strada perchè non è importante essere i primi alla partenza. E’ importante arrivare primi in fondo. E serve esperienza. Perseveranza. Fortuna. Ma ancora prima serve il coraggio.
“Rompere il ghiaccio” è il mio motto. Lo è almeno in questi due ultimi mesi. Dopo tante idee, una più di tante altre, mi rendo conto che senza la possibilità di posizionarle purchè si crei competitività non ci sarà modo di rompere le indulgenze a favore di concrete e sane incoscienze che diversificano il modo di fare di business e di adattarsi ai cambiamenti in moto.
“Rompere il ghiaccio” caro Andrey è la prima necessità che ha questa Italia. Nella quale c’e’ bisogno di creare diversità. Guarda la Fiat. La Barilla. La Geox. I Dolce&Gabbana. E osservali nel tempo. Guarda quanto hanno promosso la loro voglia di diverso. Favorendo l’innovazione nascosta e futura. E osserva poi chi è morto arrotolandosi intorno le proprie anguste idee. In Italia serve coraggio. Coraggio per correre lontano. Là dove pochi sono giunti prima. Là dove ci spetta tornare a occupare un ruolo importante. Come lo occupavamo anni fa.
Pensavamo che la politica potesse essere da stimolo per giungere in “quel posto che c’e’!”. Ma ci siamo sbagliati. Il coraggio è dentro di noi. Noi giovani. Noi manager. Noi imprenditori. Venture capital. Capitani di banca e investitori. Noi che apparteniamo al sistema. Colleghiamoci. E... alimentiamo la voglia di “rompere il ghiaccio”.
Luca, ti capisco molto bene adesso io :) e sono pienamente d'accordo con te! L'unica cosa che non so- e` cosa possiamo fare?!
e` chiaro che c'e` bisogno di un cambiamento forte, sembra che siamo tutti d'accordo. Una delle cose che mi piace molto di Italia- e` che qui la gente in maggioranza sembra di poter capire i problemi del paese, qui si parla tranquillo, nel modo a volte molto aggressivo, delle cose "da cambiare"- solo che non si cambia nulla :)
tu mi dici Dolce&Gabbana etc, ma io ti dico che ho lavorato per ~4 anni in high-tech, con le tecnologie pesanti come IPTV, VoIP, ERP, ed ho visto cosa e` la vera Italia :) poi anche sto provando per quasi cinque anni di rompere il giaccio sulla efficacia del utilizzo di Outsourcing per sviluppare software, ma qui si va avanti pagando un sacco di soldi ai consulenti dalle aziende- monster alle fine la qualita` di progetti IT qua... e` meglio lasciar perdere :( Hanno paura di sperimentare, hanno paura di innovare, di rischiare? boh!
ho visto anche i Telco/Integratori grossi "da dentro", con loro le persone che sembrano di poter decidere tutto per l'innovazione ma in realtà non possono/ non vogliano fare niente, usano sempre la strada piu` conosciuta...
Dai, ancora prima ho lavorato come Ricercatore Scientifico sempre qui in Italia, ho pensato che ... ma poi ho smesso di sognare. Altri i miei collegi che erano piu` forti nel loro desiderio di fare il Research sul serio- hanno capito che si fa solo fuori Italia.
Ma io sembra di aver gia` fatto il mio piccolo contributo nel "risveglio" di questo paese- sono rimasto qui, per ROMPERE a tutti voi! :)
non so se e` stato/ sara` utile, ma almeno non sono andato via (per ora) disperato. anche perché la gente qua mi piace da morrire! ;)
Posted by Andrey Golub on Monday, July 30th, 2007 at 21:56
Ciao Luca,
come un'altra conferma per il topic in discussione, leggo oggi sulle pagine di BlogNation (via Amanda Lorenzani):
- "Italy Pushes For More Tech Innovators?"
At a recent conference organised by CNIPA it was announced that by 2010 Italy will need 21,000 ICT professionals to kick start technology development and increase innovation.
A large proportion of these professionals will be needed by the Public Administration, which wants to move towards developing better systems and processes through technology implementation. ICT education will be playing an important role in reducing this skills gap, which to date is a 650 billion Euro business already in Europe.
Beatrice Magnolfi, the Under Secretary for Innovation said, “there is no innovation without innovators or investment in education. Education in the ICT sector is fundamental as it’s a rapidly, continually changing space.”
The statistics don’t come as a surprise to those already working in the sector – what will be interesting to see is how the Italian government responds to these needs and how they plan to raise the general level of ICT education. If they are looking to raise their technological game internally, hopefully this will have a knock on effect and increase investments in start ups which can provide the skills and technology needed to push innovation forward faster.
Posted by Andrey Golub on Tuesday, July 31st, 2007 at 13:16