Biografia: mi chiamo Marella Reitani, ho quarant'anni, sono di origine pugliese, vivo a Milano da quasi quindici anni (e ci vivo bene).
Ho frequentato l'università a Bari e poi un master promosso dall'Istituto Tagliacarne di Roma e la Camera di Commercio di Foggia sulla legge 29 marzo 1995 n. 95, ai miei tempi legge De Vito, sullo sviluppo dell'imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno.
Nella vita faccio l'avvocato e ho un mio studio, anche se dopo la laurea avevo deciso di trasferirmi a Londra e mantenermi lavorando in un fast food. Dopo oltre un anno ci ho ripensato e ora faccio parte della folla di addetti ai lavori che corre avanti e indietro a palazzo di Giustizia. Dell'esperienza a Londra mi è rimasta la fissazione di essere me stessa, presentandomi per quello che sono, con i miei vestiti e il mio modo di essere, senza maschere.
Nonostante le mie radici rosso sangue, non sono mi sono mai iscritta a un partito. L'incontro prima con Ivan e poi con Marco e poi con Emanuela e poi con Daniel e poi con tanti altri, con un gruppo di pazzi visionari insomma, mi ha fatto appassionare a quella che mi piace definire "la bella politica".
Oggi faccio parte de iMille (www.imille.org). Con loro condivido un progetto politico e sono molto felice di essere una di loro.
Pensiero: Non ero e non sono affatto soddisfatta di come viene governato il mio paese, credo che ci sia bisogno di un ricambio nella classe politica e che non debba essere semplicemente generazionale, ma più profondo, in grado di ridare alla politica senso e semplicità.. Credo che si possa e si debba fare di più.
Sono convinta che lamentarsi e basta, lasciar perdere e mandare a quel paese tutto e tutti, non sia la soluzione. Per riprendere la frase di un caro amico "se uno è malato non lo si uccide, lo si cura".
Non ho la presunzione di essere la cura, ma ho deciso di candidarmi all'assemblea regionale del nascente partito democratico e, comunque andrà, di metterci tutto l'impegno di cui sono capace, e anche di più, perchè qualcosa cambi.
Mi piacerebbe che nel Partito Democratico ci fosse maggiore attenzione per le minoranze, la laicità che in Italia latita ovunque, il rispetto per chi tanti vivono diversamente pur essendo proprio uguali agli altri. E poi il rispetto per tutti i cittadini (me compresa), che meritano una politica più seria e meno attenta al proprio interesse particolare.
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